Bacta dice no ad aumento licenze gioco in Uk: ‘Costi troppo alti per gli operatori’

Bacta si è esprime contro l’aumento delle tariffe sulle licenze operative della Gambling Commission Uk. Costi tropo alti per gli operatori.

Bacta si esprime contro l’aumento delle tariffe sulle licenze operative della Gambling Commission che entrerà in vigore il 1° ottobre 2026. È quanto viene definito in un importante documento pubblicato dall’Associazione in cui viene sottolineato che gli operatori del settore del gioco terrestre si trovano ad affrontare pressioni significative e prolungate sui costi, tra cui forti aumenti di affitti, imposte locali e costi del personale, fattori aggravati dall’impossibilità di trasferire o condividere tali aumenti con i clienti.

Bacta evidenzia inoltre che gli aumenti previsti per il 2021 sono stati giustificati dal Governo sulla base della necessità legata a una maggiore capacità di regolamentazione per attuare le modifiche derivanti dalla revisione della legge sul gioco e dal successivo Libro Bianco. Tuttavia, la principale riforma del Libro Bianco che interessa il settore del gioco terrestre, ovvero la proposta di modificare il rapporto macchine 80/20 a 2:1, non è ancora stata attuata.

In base a questa regola almeno l’80% delle macchine in sala doveva essere di Categoria C o D, ovvero quelle a puntate basse, mentre solo il 20% poteva essere di Categoria B, con puntata massima come avviene per le B3. Con il nuovo Rapporto 2:1 Il Governo ha comunque deciso di eliminare la percentuale fissa a favore di un rapporto basato sui dispositivi. Ora è permesso avere due macchine di Categoria B per ogni macchina di Categoria C o D.

Bacta ha contrapposto questa situazione a quella del settore dei casinò, che, a suo dire, ha beneficiato del Libro Bianco con riforme già attuate a livello legislativo. Il presidente dell’associazione, Joseph Cullis, ha confermato: “In questo contesto, è difficile conciliare la necessità di ulteriori aumenti delle tariffe con la realtà che la principale riforma che interessa il nostro settore, citata come parte della giustificazione originaria per l’aumento delle tariffe, non è ancora stata attuata”.

“La proposta di modifica del rapporto è stata ampiamente riconosciuta durante la revisione della legge sul gioco come una modesta misura di modernizzazione. Non aumenterebbe il numero totale di macchine consentite nei centri di gioco autorizzati, ma fornirebbe invece agli operatori una maggiore flessibilità nell’ambito dei diritti esistenti. La continua assenza di questa riforma è quindi un fattore contestuale rilevante quando si considera qualsiasi ulteriore aumento delle tariffe di regolamentazione per il settore.”

Facendo un paragone con il settore online, Joseph Cullis sostiene che “a differenza degli operatori a distanza, le attività terrestri operano da sedi fisse e non possono modificare liberamente i prezzi a causa dei limiti di puntata e di vincita stabiliti per legge. Di conseguenza, gli aumenti dei costi di regolamentazione non possono essere facilmente assorbiti o trasferiti ai consumatori”.

“Questa difficoltà è aggravata dal fatto che i limiti di puntata e di vincita non hanno tenuto il passo con l’inflazione. In questo contesto, modifiche significative alle tariffe della Gambling Commission rischiano di introdurre ulteriori costi normativi fissi in margini operativi già compressi, in particolare per le Pmi che hanno una capacità limitata di assorbire ulteriori costi fissi”.

Sottolineando quello che Bacta ha definito il problema degli aumenti improvvisi e consistenti, la proposta sosteneva che sarebbe più proporzionato adottare un ciclo di revisione triennale con aumenti limitati o un meccanismo di adeguamento annuale indicizzato all’inflazione.

Joseph Cullis evidenzia infatti che: “Se i costi normativi richiedono un adeguamento periodico per riflettere le mutate condizioni economiche, è ragionevole applicare lo stesso principio all’intero quadro normativo. Bacta raccomanda pertanto che le tariffe di licenza, insieme ai principali parametri normativi quali i limiti di puntata e di vincita, siano soggette a una revisione triennale periodica.

Un tale approccio promuoverebbe stabilità, trasparenza e prevedibilità sia per gli enti regolatori che per gli operatori. Adeguamenti regolari e graduali eviterebbero la necessità di improvvisi e sporadici aumenti delle tariffe, garantendo al contempo che il quadro normativo si evolva in linea con le realtà economiche che interessano sia l’ente regolatore che il settore regolamentato.”

Bacta ha confermato di accogliere con favore un dialogo continuo con il Dcms e la Gambling commission per garantire che gli accordi di finanziamento normativo tutelino sia gli standard di tutela dei consumatori sia la sostenibilità a lungo termine degli operatori di casinò terrestri, supportando così le attività commerciali e le economie costiere di tutta la Gran Bretagna.

 

Foto in alto © Charles Postiaux (Unsplash)