Riordino gioco, Cardia (Acadi): ‘Al comparto serve una visione organica’

Il presidente di Acadi, Geronimo Cardia, sottolinea la necessità di una visione organica del comparto gioco specie ora che si sta definendo il riordino di quello fisico.

 

Il riordino del gioco fisico è ormai alle porte e pare che importanti novità ci potrebbero essere dopo Pasqua. Del tema si parla ovviamente sul numero di marzo/aprile della rivista Ige Magazine, che dà spazio alle attese e alle richieste delle associazioni maggiormente rappresentative degli operatori di gioco e dei concessionari. Tra queste, ad Acadi, Associazione concessionari apparecchi da intrattenimento. La parola dunque al presidente Geronimo Cardia.

Acadi è fiduciosa che nel 2026 si porterà a compimento il riordino del gioco fisico?

“Il riordino del territorio è essenziale. Se non verrà fatto continueranno inesorabilmente la discesa e lo spostamento dei volumi degli apparecchi su altri prodotti o canali o sull’illegale, con evidente progressiva penalizzazione di gettito erariale e tutela della salute (rispettivamente per la diversa fiscalità e per i diversi parametri di gioco pay out ancora non riequilibrati).
Già a fine 2024 per i numeri relativi al comparto nel suo complesso si è registrata l’anomalia della diminuzione del gettito erariale complessivo (al punto che sono state rivisitate le previsioni di entrata) nonostante un aumento della raccolta (le cui cause evidenti sembrano ancora non ben focalizzate).
In ogni caso assumendo che un riordino venga fatto nel 2026, i suoi eventuali effetti di riequilibrio non potranno che registrarsi negli anni a venire. Troppo tardi. Per questo una larga fetta delle filiere invoca per gli apparecchi le cosiddette misure ponte nella loro interezza (e non parte di esse) che riguardano vincita, puntata, pay out e Preu.”

Il riordino risolverà la questione territoriale e porterà a una parificazione del trattamento riservato alle slot rispetto ad altre categorie di gioco fisico?

“Tra le voci che circolano si parla ancora di ipotesi di compromesso da ricercare con rigide posizioni di chi ancora (senza ipocrisia?) pretende di considerare utili a tutelare gli utenti distanze di 100 metri o orari peraltro solo per gli apparecchi.
Il legislatore dovrebbe invece dimostrare di operare le valutazioni con una visione organica dell’intero comparto, avendo ben chiaro ogni effetto anche indiretto delle proprie convinzioni e indicazioni: solo così tutelerebbe in concreto la salute, la legalità, il gettito e da ultimo anche l’occupazione.
Se si continua in questa direzione, il rischio che temono in molti è che ad un certo punto negli anni si possano registrare improvvise misure di aumento di tassazione per l’on line, come accaduto di questi tempi in altri Stati. Ma a quel punto potrebbe essere troppo tardi per recuperare gli altri presidi di tutela dell’utente, di legalità ed di occupazione sui territori.”

Come presidente di Acadi, in questo particolare momento di definizione del riordino del gioco fisico, cosa chiede alla politica nazionale e alle Regioni?

“Gli associati di Acadi chiedono alla politica, ed al decisore in particolare, non solo di ascoltare le rappresentanze di tutte le filiere del comparto nel loro complesso ma anche di ben misurare, nel breve e medio periodo, gli effetti delle misure che intende imporre in queste settimane, facendo delle semplici simulazioni.
Del tipo: ‘se il riordino del territorio lo imposto in questo modo, con queste misure, con questi indici di concentrazione, la tutela effettiva della salute aumenterà o diminuirà?’ Ed ancora: ‘il gettito erariale aumenterà o diminuirà? Il presidio di legalità sui territori aumenterà o diminuirà? L’occupazione si manterrà sui livelli di questi anni?’ E per finire: ‘i margini delle diverse categorie di operatori del comparto aumenteranno o diminuiranno?’
Le domande andrebbero bene impostate per le diverse tipologie di gioco, per poi tirare le somme e osservare l’effetto netto per l’intero comparto.”