Riordino gioco, Il Sole 24 Ore: ‘Premesse per chiudere, ecco le base d’asta per le gare’

Il quotidiano economico Il Sole 24 Ore analizza il processo di riforma del gioco retail, che ritiene essere prossimo al suo compimento, e si sofferma sui dettagli dello schema di decreto legislativo.

 

I tempi e i contenuti dello schema di decreto legislativo di riforma del gioco fisico non tengono banco, come è ovvio, solo sulla stampa di settore, ma anche su quella economica generalista, vista l’importanza del settore e le sue molteplici ricadute. Torna a occuparsene dunque anche Il Sole 24 Ore che, in un articolo pubblicato oggi 24 marzo e a firma di Marco Mobili, fornisce anticipazioni dei contenuti del testo, ormai pronto o quasi a passare in Conferenza unificata e poi in Consiglio dei ministri per la sua prima approvazione.

Nel sottolineare che “le premesse per chiudere ci sono tutte”, il quotidiano evidenzia che uno dei punti principali dello schema di decreto è la distribuzione dei punti gioco sul territorio, tenendo presente l’accavallarsi nel tempo di norme locali su orari e distanze.

L’obiettivo è dunque di definire criteri più chiari per regolare il rapporto tra offerta in concessione e amministrazioni locali.

Inoltre,  il riordino del gioco retail permetterebbe di porre fine alle proroghe delle concessioni e di evitarne di nuove, considerando che il 31 dicembre 2026 scadranno quelle per slot, Vlt, scommesse e sale Bingo. Il Sole 24 Ore si sofferma poi sullo stato di crisi degli apparecchi, confermato anche dal calo di gettito erariale di 250 milioni registrato nel 2025, evidenziando come il processo di riforma sia proprio per essi urgente.

Come pure, lo schema di decreto darebbe inoltre seguito alla compartecipazione delle Regioni al gettito degli apparecchi da gioco per un importo di 80 milioni di euro, decisa dalla legge di Bilancio 2026 (ma per il solo 2026), prevedendo la devoluzione agli enti territoriali di una quota delle entrate da gioco pubblico. Poi, spazio, ai contenuti, anche se per ora solo a livello di indiscrezioni, dello schema.

Innanzitutto, sarà introdotta la certificazione dei soggetti che garantiscono l’offerta di gioco legale. Questi soggetti certificati potranno aprire punti gioco a una distanza minima di 100 metri dai luoghi sensibili. Sarà inoltre introdotti la Consulta permanente per il monitoraggio della ludopatia e nuovi sistemi di controllo e antiriciclaggio sotto la supervisione dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli. Una razionalizzazione che fa pendant con la riduzione dell’offerta di gioco di circa il 30 percento, tagliando i ricavi illeciti per ridurre evasione fiscale e i rischi d’infiltrazioni criminali.

Infine, non ultime, le nuove fare per il rinnovo delle concessioni. Quella per gli apparecchi dovrebbero prevedere una base d’asta di 25 milioni di euro per lotti da 4.000 Awp e 900 Vlt. Per quanto riguarda le scommesse, si pensa a blocchi da 25 diritti di 50mila euro l’uno con una base d’asta 1,25 milioni, secondo le ultime indiscrezioni, mentre per il bingo la base d’asta per 210 sale è di 350mila euro a sala. “Numeri importanti anche per il governo che potrebbe incassare l’una tantum da quasi due miliardi da
utilizzare per la prossima legge di Bilancio, l’ultima della legislatura”, si legge.