Riordino gioco, Cangianelli (Egp): ‘Razionalizzare, non indebolire’

Emmanuele Cangianelli, presidente Egp-Fipe, sottolinea la necessità di un riordino del gioco retail che punti alla razionalizzazione e non all’indebolimento della rete.

 

Lavori in corso. O meglio, riunioni tecniche in corso, in vista della presentazione dello schema di decreto legislativo di riordino del gioco fisico, come previsto dalla legge Delega, in Conferenza unificata e in consiglio dei ministri. In attesa dell’ufficialità dell’ordine del giorno dei lavori sia della Conferenza unificata di dopo Pasqua, che del consiglio dei ministri che se ne occuperanno, sul numero di marzo/aprile della rivista Ige Magazine dedichiamo ampio spazio alle attese delle associazioni maggiormente rappresentative degli operatori e dei concessionari di gioco sul processo di riforma, largamente atteso.
La parola al presidente dell’associazione Esercenti giochi pubblici – Fipe Emmanuele Cangianelli.

Quali sono le attese dei pubblici esercizi in merito al riordino del gioco fisico, ormai imminente?

“Il riordino non è un semplice passaggio tecnico normativo: ne esiste la necessità da così tanto tempo che va considerato una occasione, storica appunto, per sancire un nuovo patto tra istituzioni, imprese e territorio.
In merito alle attese, la nostra posizione è chiara: non solo una base giuridica per nuove gare, ma un vero e proprio cambio di paradigma che riconosca finalmente il ruolo delle imprese del gioco legale, a partire dai pubblici esercizi, come presidio fondamentale di legalità. Da troppo tempo la legalità e la tutela dei consumatori soffrono a causa non solo della malavita dell’azzardo, ma anche di una frammentazione regolamentare esasperata, del mosaico disconnesso di leggi regionali e ordinanze comunali, contraddittorie rispetto ai fini che si propongono ed anche tra di loro.
Nel nostro Manifesto pubblicato a giugno 2025 sottolineiamo l’urgenza di superare la logica del “distanziometro” e delle restrizioni orarie per il solo segmento apparecchi che si sono rivelate misure puramente espulsive e prive di reale efficacia nella tutela della salute.
La principale aspettativa è dunque la stabilità: un quadro di regole certe e uniformi su tutto il territorio nazionale che permetta alle imprese di pianificare investimenti in tecnologie, sicurezza e formazione destinate alla salvaguardia degli interessi collettivi, abilitando l’esercente da mero gestore ad effettivo incaricato di pubblico servizio nell’offerta di gioco legale e nel monitoraggio di un gioco responsabile. In altre parole, quelle che dovrebbero essere le finalità degli affidamenti in concessione a filiere qualificate e selezionate proprio in base alla loro qualificazione.”

Nel riordino è prevista una riduzione o del numero degli apparecchi esistenti sul territorio, quali sono le vostre valutazioni in merito?

“La nostra valutazione è improntata al realismo: non temiamo una razionalizzazione numerica degli apparecchi, a patto che questa non si traduca in un ulteriore indebolimento (dopo l’esagerata pressione fiscale e le limitazioni territoriali) della sola rete degli apparecchi a vantaggio di altre offerte.
Il passaggio tecnologico verso sistemi integralmente controllati da remoto rappresenta (pur con colpevole ritardo) la via maestra per garantire trasparenza assoluta, supporto al lavoro degli esercenti e protezione costante del giocatore, grazie a nuove tecnologie dedicate; in questo quadro, quindi la riduzione deve essere guidata da criteri selettivi e non da tagli lineari punitivi.
L’offerta legale di apparecchi troppo rarefatta rischierebbe di lasciare scoperti interi territori, creando vuoti che chiunque segue il settore sa che sarebbero coperti non solo da altri prodotti legali, ma dalla criminalità organizzata che, come dimostrano le notizie di sequestri purtroppo sempre frequenti, è prontissima a colmare con offerte illecite e spesso tecnologicamente più avanzate degli apparecchi legali.
Per noi, meno macchine significa macchine meglio gestite, inserite in contesti specializzati o meno ma comunque professionali, dove la relazione con il cliente permette un intervento preventivo efficace contro il disturbo da gioco d’azzardo.”

Come il riordino ridisegnerà il panorama del gioco fisico italiano, che si preparerà poi ai bandi di gara per le nuove concessioni?

“La parola chiave che guida la nostra azione politica è ‘certificazione’: il futuro del comparto non può più basarsi solo sulla quantità di gettito fiscale prodotta, straordinaria o corrente, ma deve fondarsi sulla qualificazione dei punti vendita di tutti i prodotti.
Immaginiamo un ecosistema in cui l’operatività dei punti delle nuove concessioni sia subordinato al rispetto di rigorosi standard di servizio: formazione obbligatoria del personale, adozione di sistemi tecnologici per l’auto-esclusione e configurazione dei locali che garantisca un intrattenimento sicuro e monitorabile.
I nuovi bandi dei diversi prodotti retail dovranno valorizzare questa capacità specifica, permettendo ai pubblici esercizi interessati e imprenditorialmente adeguati di evolvere in veri e propri hub di gioco sicuro, potendo così essere, tra l’altro, pienamente legittimati nel tessuto sociale ed economico delle nostre città.”