La Corte di cassazione respinge un ricorso per revocazione di Elle Claims e Sitmar contro il Casinò di Saint Vincent: non ci sono i presupposti per chiedere la revocazione.
La lunga storia dei contenziosi tra il Casinò di Saint Vincent legati alla sua gestione straordinaria affidata a privati negli anni Novanta si arricchisce di una nuova pagina. Con un’articolata ordinanza, la Corte di cassazione ha infatti rigettato il ricorso per revocazione proposto da Elle Claims Sa e Sitmar Spa contro Casinò de la Vallée Spa (in concordato preventivo al momento della presentazione del ricorso) e Casinò de la Vallée Gestione Straordinaria in liquidazione (come è tuttora).
La Corte esclude la sussistenza di un errore di fatto revocatorio, ritenendo che le ricorrenti contestano la precedente ordinanza della Cassazione (n. 5536/2023), ma la censura riguarda l’interpretazione del giudicato interno e delle risultanze processuali. Dunque, si tratta di un errore di diritto (errore di giudizio) e non di un errore di fatto.
In particolare, era stato escluso un giudicato vincolante sui beni immobili nel rapporto con il Casinò de la Vallée. Le ricorrente avevano sostenuto che il contenzioso sugli immobili fosse già pendente e quindi il rapporto non esaurito, ma secondo la Corte, tale questione implica una valutazione giuridica, non un errore percettivo.
I giudici evidenziano dunque che la revocazione ex art. 391-bis c.p.c. è ammessa solo per errori di fatto evidenti e immediati, e non per errori interpretativi, nella valutazione del materiale processuale o giuridici. Distinguono poi tra gli errori di fatto, ossia la falsa percezione di un fatto processuale non controverso, rilevabile immediatamente dagli atti; e quelli di diritto, che riguardano l’interpretazione di atti, sentenze o norme.
Nel caso specifico la presunta omissione del contenzioso sugli immobili nel rapporto con il Casinò de la Vallée è in realtà una diversa lettura degli atti, quindi errore di giudizio.
Inoltre, la Corte chiarisce che il giudicato ha natura di regola giuridica e che la sua interpretazione non è un fatto, ma attività giuridica. Di conseguenza l’eventuale errore sulla sua esistenza o portata è errore di diritto, non revocatorio.
Nel ricorso, le sue società miravano in sostanza a rimettere in discussione l’accertamento secondo cui il rapporto sugli immobili era esaurito prima della cessione d’azienda al Casinò de la Vallée, ma tale accertamento è un giudizio di fatto già compiuto e non riesaminabile in sede di revocazione.
In sintesi, la Corte rigetta il ricorso perché le ricorrenti, nel contenzioso contro il Casinò de la Vallée, non denunciano un vero errore percettivo ma chiedono un riesame giuridico della decisione precedente, in particolare sulla portata del giudicato e sull’esaurimento del rapporto contrattuale relativo agli immobili: una richiesta incompatibile con i limiti della revocazione.





