Bingo, il Tar Lazio boccia la proroga delle concessioni: ‘Contraria al diritto Ue’

Senza gara e con importi fissi non legati ai ricavi: per i giudici la proroga viola le norme Ue e va disapplicata.

La proroga delle concessioni per il gioco del bingo, così come prevista dalla normativa nazionale, è illegittima perché in contrasto con il diritto dell’Unione europea. Lo ha stabilito il Tribunale amministrativo regionale del Lazio, che ha annullato gli atti con cui veniva imposto ai concessionari il pagamento di un canone maggiorato per proseguire l’attività nel biennio 2023-2024.

Al centro della decisione c’è il meccanismo della cosiddetta “proroga tecnica”, introdotto per consentire la continuità del servizio in attesa di nuove gare. Secondo i giudici, tuttavia, tale sistema non rientra tra le ipotesi ammesse dalla normativa europea, che richiede procedure concorrenziali per l’assegnazione delle concessioni.

La sentenza si inserisce nel solco tracciato dalla Corte di giustizia dell’Unione europea, che nel 2025 ha chiarito come proroghe automatiche e unilaterali, accompagnate da condizioni economiche imposte dallo Stato, siano incompatibili con i principi di concorrenza e trasparenza.

Un ulteriore profilo di illegittimità riguarda il canone richiesto agli operatori. Il sistema previsto dalla legge stabiliva infatti importi fissi e predeterminati, non collegati ai ricavi delle singole sale. Un’impostazione che, secondo il Tar, non garantisce un equilibrio nel rapporto tra amministrazione e concessionari.

I giudici precisano che l’attività svolta dagli operatori genera comunque utilità economiche e che, di conseguenza, resta dovuto un corrispettivo allo Stato. Tuttavia, questo dovrà essere rideterminato secondo criteri proporzionati, tenendo conto dei fatturati e delle condizioni effettive di esercizio, evitando sia vantaggi indebiti sia oneri eccessivi.

Con l’annullamento degli atti impugnati, si apre ora una nuova fase. Spetterà all’amministrazione definire un diverso sistema di contribuzione per il periodo interessato, attraverso provvedimenti che rispettino i principi indicati dalla giurisprudenza europea.