L’analista di gaming Mauro Natta prosegue la sua disamina, anche se in breve, sui casinò, e si concentra in questa puntata sull’organigramma.
di Mauro Natta
Con l’intento di favorire la comprensione di alcune problematiche emerse nell’ultimo periodo mi permetto di approfondire alcune questioni piuttosto rilevanti secondo quello che è il mio personalissimo punto di vista, supportato da una lunga esperienza nel settore.
Data la complessità degli argomenti ho frazionato le mie considerazioni in 6 parti per non appesantire la lettura:
Parte 1 – Operazioni di sala
Parte 2 – Giocatori Vip
Parte 3 – Organizzazione aziendale
Parte 4 – Modello classico
Parte 5 – Organigramma aziendale
Parte 6 – Qualità della gestione
che verranno esposte distintamente, pur essendo strettamente collegate e conseguenti, lasciando al lettore la possibilità di mettere tutto in fila.
ORGANIGRAMMA AZIENDALE
Tutti i ragionamenti che precedono servono solamente ad approcciare quello che, in ultima analisi, può definirsi il grande dilemma di ogni gestione.
Noto che il miglior modo per naufragare è quello di mettere due capitani a bordo della stessa nave, ci si troverà davanti alla decisione di operare la difficile scelta se affidare la gestione dell’azienda al direttore giochi oppure al direttore amministrativo, sapendo a priori che il primo sarà orientato ad incrementare gli incassi di gioco, senza magari prestare troppa attenzione ai costi di produzione, il secondo sarà orientato a ridurre i costi, senza magari valutare attentamente quello che potrebbe essere il ritorno economico derivante da un eventuale investimento (costo).
A questo punto, finalmente, entra prepotentemente in gioco la figura del direttore generale, preferibilmente un uomo di legge con spiccate doti manageriali, che avrà l’importante compito di conciliare le diverse derive, spesso antagoniste, che potrebbero riscontrarsi in capo ai due dirigenti, l’uno proveniente dal “ruolo di gioco” l’altro dal “ruolo amministrativo, per le motivazioni già esplicitate in precedenza.
Questa indispensabile figura dovrà porre molta attenzione nel creare quel sistema di pesi e contrappesi che di volta in volta andranno a bilanciare le scelte produttive al fine di mantenere l’azienda in perfetto equilibrio.
Nella scelta del professionista più adatto per questa posizione è preferibile optare per delle personalità che facciano della “sobrietà” una propria caratterista di base, infatti, troppo spesso si sono verificati dei problemi a causa di una certa esuberanza e superficialità nelle diverse dichiarazioni ufficiali laddove alcune parole dette in libertà o senza filtri hanno determinato non pochi problemi a coloro i quali avevano la responsabilità di gestire la parte tecnica, sia di gioco che amministrativa.
L’obiettivo principale del direttore generale, in poche parole, non dovrà essere quello di gestire in prima persona la casa la gioco ma di: intervenire nei casi in cui non ci dovesse essere la necessaria convergenza delle altre due figure apicali; garantire alla proprietà il rispetto delle linee guida; informare la proprietà in merito alle iniziative promosse al fine di ottimizzare i ricavi, diminuire i costi e aumentare la soddisfazione del cliente; conservare dei buoni rapporti con i mezzi di informazione al fine di mantenere integra l’immagine dell’azienda.
Per questi motivi è opportuno orientarsi verso un modello gestionale che preveda la creazione delle tre figure: direttore generale, direttore amministrativo, direttore giochi.
In questo contesto potrebbero inoltre essere prese in debita considerazione anche le segnalazioni provenienti dal servizio di controllo regionale.
Semplificando al massimo si potrebbe valutare il seguente schema di massima:
Ma il lavoro non è ancora finito infatti, dopo aver individuato i tre professionisti ed aver messo in piedi la cosiddetta governance aziendale, si rende necessario provvedere alla misurazione delle performance in modo da valutare se le nomine effettuate sono le più indicate per portare davvero un’ottimizzazione degli incassi, o se sia il caso di rivedere qualche passaggio. (segue)






