Scommesse ippiche: raccolta in crescita del 20 percento a febbraio

Ecco l’andamento delle scommesse ippiche a febbraio 2026. gli indicatori segnalano una crescita rispetto all’anno passato.

 

A febbraio 2026 prosegue e accelera il trend positivo delle scommesse ippiche. Un risultato positivo nonostante qualche campo in meno a causa dei problemi di alcuni ippodromi italiani e della conseguente necessità di operare delle scelte di programmazione del calendario delle corse.

Come rende noto Grande Ippica Italiana, il mese passato la raccolta ha raggiunto il +19,83% rispetto febbraio 2025, un dato che si compone di un +0,97% per il totalizzatore d’agenzia, di un +25,79% della raccolta a quota fissa e di un -3,31% per l’ippica nazionale. Il bilancio dei 2 totalizzatori è vicino allo zero, con una salita dell’aliquota di prelievo che testimonia come ormai le giocate al tot siano praticamente solo quelle relative ad accoppiata e trio/tris, oltre naturalmente a quarté e quinté.

Quanto al dato della quota fissa,  segnala il quotidiano online, se è vero che il dimezzamento delle aliquote di prelievo ha influito sugli incassi (peraltro abbondantemente compensati dal “contributo aggiuntivo” sul prelievo delle virtuali, è ancor più vero che i 46 milioni scommessi a quota fissa in un mese normalmente “povero” come quello di febbraio cominciano ad essere un movimento “vero”.

Il dato dimostra un crescente interesse verso le scommesse ippiche, ma anche e soprattutto perché una base di scommesse più ampia consente ai bookmaker di “aprire” la gestione del rischio, portando nel tempo quindi a quote migliori e a una maggior propensione ad accettare giocate di importo più alto, in quanto “bilanciate” da altre. Insomma, così come il tot funziona per volumi alti, anche la quota fissa migliora in quanto normalmente consente ai bookmaker di fare “libro”.

Lo si è potuto notare soprattutto al galoppo, con movimenti di quote decisamente superiori al passato negli handicap.

Da valutare in maniera più approfondita la differenza dei numeri fra le varie settimane del mese. Più basse la prima e l’ultima, più alte le due centrali… Campi in calendario? Un maggior impatto dei campi esteri?, sono le ipotesi formulate da Grande Ippica Italiana. Con i dati a disposizione in questo momento è difficile stabilirlo, ma è un esame da effettuare nel prossimo futuro, anche al fine di migliorare ulteriormente la programmazione del palinsesto.

Passiamo all’analisi del primo bimestre 2026, il totale dei 2 mesi appena trascorsi è di +19,10%. Anche qui con un andamento quasi piatto della somma dei due totalizzatori e con una crescita importante della quota fissa, che nei 59 giorni è arrivata a +25,40%, toccando addirittura un +26,78% complessivo al 21 febbraio.

Quanto al prelievo netto, è cresciuto rispetto al 2025, ma rimane negativo sul 2024 e non potrebbe essere altrimenti, visto il dimezzamento dell’aliquota sulla quota fissa. Ma, ribadendo che è “compensato” da una legge appositamente predisposta, va ricordato come si tratti di un provvedimento a lungo termine, utile (ed è dimostrato dai numeri) per sviluppare il movimento di gioco, rendendo l’ippica in pratica “socia a rischio zero” degli assuntori di scommesse.

Piano piano, sono le considerazioni conclusive, la macchina sembra muoversi e accelerare, ma per avere una proiezione più corretta bisognerà attendere la fine di aprile, visto che a marzo e aprile entrano in gioco il galoppo sull’erba (purtroppo senza Roma), più giornate di Gran Premio del trotto, il galoppo sull’erba in Francia e infine quello inglese che normalmente è molto apprezzato dagli scommettitori. A quel punto si potrà avere un’idea ancor più chiara di quanto ci aspetta, auspicando che, a fronte della crescita, vi sia in parallelo anche un ulteriore miglioramento delle quote e della propensione ad accettare le scommesse da parte dei bookmaker. Allora sì che probabilmente la velocità aumenterà in maniera esponenziale.

Perché ciò avvenga, serve un lavoro su più fronti: la Direzione Generale per l’ippica del Masaf deve fare la sua parte ottimizzando ulteriormente i palinsesti ma anche le componenti ippiche (ippodromi in primis) devono continuare lo sforzo di programmazione di corse sempre più equilibrate e attrattive per il gioco. I concessionari di gioco non possono essere da meno e dovranno spingere ulteriormente nella direzione dei clienti, attraverso un’offerta di gioco con quote più attrattive e aumentando la possibilità di scommettere nei limiti del rischio d’impresa.

Il cammino è solo all’inizio e sarà lungo e articolato: c’è da intervenire sulle scommesse al totalizzatore (oggi gravate da prelievi monstre) e c’è tanto da lavorare anche sul tema della comunicazione e promozione dell’intrattenimento ippico, aspetto che determinerebbe indubbiamente un ulteriore incremento del volume di gioco, dell’interesse per la filiera oltre che una attrazione per nuovi appassionati. E, in questo senso, anche i concessionari di gioco sono chiamati a fare la loro parte.

 

Foto di Lucia Macedo su Unsplash