Concedente e concessionario casinò: una sintesi sui controlli

L’analista di gaming Mauro Natta sintetizza i passi da compiere per la massima soddisfazione, in tema di controllo, di concedente e concessionario dei casinò.

 

di Mauro Natta

Ritenendo di aver tediato abbastanza, se non troppo, sul tema “controllo nelle case da gioco”, sia da parte del concedente che del concessionario per gli evidenti motivi che dovrebbero tener separati controllore e controllato, tento di illustrare, spero definitivamente, come si potrebbe raggiungere la piena soddisfazione per entrambi i soggetti che intervengono nella problematica.

Mi permetto di consigliare sempre la presenza dei due incaricati specifici che attestano l’avvenuta operazione a norma delle inderogabili procedure relativamente a fatti di rilevanza economica e non attestanti il movimento tra tavolo e cassa di sala; ad esempio: aggiunte, cambio gettoni per placche e viceversa contanti dallo changeur per ricomporre la dotazione.

1) Immettere in un programma computerizzato tutti i dati utili per la determinazione del risultato netto del tavolo quali: dotazione iniziale, eventuali aggiunte, contanti rinvenuti nelle apposite cassette in dotazione ai tavoli, rimanenza finale. Mance del singolo tavolo con l’indicazione. Cagnotte e mance per i giochi di circolo e misti. Tutti corredati dalla distinta dei gettoni per valore, numero e la documentazione relativa che potrebbe essere parte integrante dei giustificativi contabili.

Inoltre le ore di apertura di ogni singolo tavolo tali da permettere una valutazione della resa di ogni ora di lavoro e poter riscontrare l’eventuale diverso posizionamento nella sala giochi.

2) Premessa la possibilità di effettuare la situazione per periodi a scelta dell’operatore si deve poter rilevare, per ogni tavolo e per ogni gioco, un rapporto tra mance e introiti, tra introiti e contanti, l’incidenza di ogni singolo gioco sul totale degli introiti netti.

Allo scopo dichiarato di facilitare e diminuire i controlli il bordereau di chiusura e delle mance di ogni tavolo dovrebbe essere corredato da una annotazione a cura del capo tavola o capo partita ed, eventualmente, del cambio ai capi, atta a segnalare eventuali vincite e/o perdite eccezionali, cambi di minimo di giocata o altro degno di nota.

L’utilità di una simile metodologia applicata al controllo di cui trattasi giustifica, pur nella sua semplicità applicativa, l’utilizzo sia da parte del concedente, probabilmente non per la parte esclusivamente gestionale a meno che debba relazionare sul tema l’azionariato, sia del gestore che così operando può, dal trend relativo all’incidenza di cui in precedenza e delle altre notizie riscontrabili, operare in materia di politica produttiva.

Si può ritenere che una variazione positiva nell’incidenza, ad esempio, dei proventi slot ed una contemporanea, negativa, relativamente ad un altro gioco, possono far sorgere qualche dubbio meritevole di approfondimenti.

Ma l’utilità del modus operandi sommariamente illustrato, stante il numero degli elementi da raccogliere nel programma, può estendersi con la sola aggiunta di un carattere e/o colore allo scopo di distinguere le giornate tra feriali, prefestive, festive e, se del caso, occasione di particolari manifestazioni.

Oltre alle rimanenti riflessioni e/o considerazioni possibili e saranno numerose, ritengo si possa aggiungere un’ulteriore verifica sui precedenti di investimenti e sul loro ritorno.

Sicuramente l’idea, sommariamente esposta dallo scrivente che non pretende nel modo più assoluto di essere un esperto informatico, ha necessità di essere messa a terra da un vero esperto con le dovute modifiche, indubbiamente, da apportare.

Non posso per onestà intellettuale, al tempo stesso, non accennare per una volta ancora dove ho preso l’ispirazione: l’operato dei controllori comunali del Casinò municipale di Sanremo con qualche piccola integrazione mirata al completamento, nel caso ve ne fosse necessità, di una visione gestionale quale la intendo dopo una lunga esperienza che, in ogni caso, ritengo utile ma non certamente la sola.

 

Foto di Kelly Sikkema su Unsplash