La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso dell’imputato, confermando integralmente la decisione della Corte d’appello. Al centro della vicenda l’installazione di un dispositivo in grado di modificare il sistema elettronico dell’apparecchio e consentire di giocare senza l’effettivo inserimento delle somme dovute.
Secondo i giudici, l’intervento sull’apparecchio configura pienamente la frode informatica prevista dall’articolo 640-ter del codice penale, in quanto diretto ad alterare il funzionamento di un sistema elettronico per ottenere un vantaggio ingiusto. Le slot machine vengono infatti considerate a tutti gli effetti sistemi informatici, e qualsiasi manipolazione finalizzata a modificarne le prestazioni rientra nella fattispecie penale.
Nella motivazione, la Cassazione chiarisce che il profitto illecito non coincide esclusivamente con l’incasso di denaro, ma comprende qualsiasi utilità economicamente valutabile. Anche la semplice possibilità di giocare gratuitamente rappresenta un vantaggio per l’autore della manomissione e un corrispondente danno patrimoniale per il titolare dell’apparecchio.
Con la dichiarazione di inammissibilità del ricorso, la condanna diventa definitiva. L’imputato dovrà quindi scontare la pena stabilita e sostenere anche il pagamento delle spese processuali. Come previsto in questi casi, la Cassazione dispone inoltre il versamento di una sanzione pecuniaria alla Cassa delle ammende, conseguenza tipica dei ricorsi dichiarati inammissibili.
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