Corsi croupier, tra finalità e domande

L’analista di gaming Mauro Natta esamina le finalità dei corsi per croupier organizzati in Italia, con particolare riferimento a quello che fa capo al Casinò di Sanremo.

 

di Mauro Natta

Il corso per croupier ha lo scopo di incrementare l’offerta. I giochi da imparare a gestire sono: fair roulette, punto banco e poker. La durata del corso di formazione è di mesi due.
Due sono anche le domande da porre a seguito della dichiarazione in ordine alla finalità: a quale offerta si fa riferimento e a quale tipologia di clientela.
Faccio menzione dell’esistenza di alcuni dati che non sono affatto riservati e si possono trovare su internet, fanno riferimento agli esercizi 2023 e 2024 del Casinò municipale di Sanremo, relativamente ai proventi di gioco.

Una parte la potrei associare al controllo sulla regolarità del gioco e degli incassi, un’altra ha un carattere di indagine che si avvicina, a mio avviso, alle incombenze gestionali; in ogni caso da ritenere interessanti e degne di nota per una serie di informazioni che è possibile associare ad un esame approfondito sulla domanda in relazione al valore della produzione senza ometterne la rilevanza dei costi.
Non è mia intenzione spingermi in quello che non mi compete ma intendo collegare le dichiarazioni in argomento “formazione” impiegati di gioco allo scopo di incrementare l’offerta.

Invito ad andare a controllare sul sito dei controllori comunali al Casinò municipale, nell’ordine e per ogni gioco, introiti, mance, valuta (i contanti cambiati al tavolo dai giocatori), le ore lavorate, il rapporto tra mance ed introito, tra valuta ed introiti, il rendimento orario in rapporto all’introito netto e l’incidenza del gioco singolo sul totale dei ricavi netti.
Il rilievo più interessante a mio avviso si riferisce all’incidenza di un gioco sul totale dei ricavi di seguito esposti, il primo riferito al 2023 e il secondo al 2024: Fair roulette 5,22%, 6,97%; Black jack 3,30%, 3,86%; punto banco 4,70%, 2,79%; Hold’Em poker 2,13%, 2,35%.

Non sarebbe da sottovalutare una sbirciatina alla “resa oraria” del singolo gioco ed al rapporto tra contanti ed introiti.
Desidero mettere a terra un dato che mi pare interessante: l’incidenza dei proventi slot machine sul totale. 75,95% nel 2023 e 75,25% nel successivo 2024.
Mi preme, anche ai fini del ragionamento complessivo, considerare l’introito della roulette francese tradizionale (appunto differente dalla Fair nello svolgimento) che nel 2023 con 2.441.227 contro 2.106.616 del 2024 ha visto un calo nell’incidenza (da 4,63 a 4,07%) sul totale dei ricavi di gioco e una diminuzione delle ore lavorate da nel 2023 4.768 a 4.159 nel 2024 mantenendo un resa (introito/ore lavorate) simile.

Da una visione comprensiva del totale degli introiti di gioco, dell’incidenza dei proventi slot su detto totale e, in particolare, dell’incidenza della roulette tradizionale, dall’esterno si potrebbe identificare un calo nell’offerta di questo ultimo gioco e la necessità di preparare, tramite il corso di formazione in parola, onde incrementare la disponibilità degli impiegati alla fair roulette e, contemporaneamente, disporre dell’apertura della roulette tradizionale magari non soltanto al fine settimana.
In buona sostanza il tentativo mirato all’incremento dell’offerta atto a migliorare la qualità della frequentazione, mi pare si possa comprendere anche dall’incidenza dei proventi slot sul totale dei ricavi netti di gioco.

Ancora una aggiunta me la permetto: per quale motivo è da parecchio tempo che lo chemin de fer non rientra più nell’offerta? Non si potrebbe negare che detto gioco rientra, ora meno di un tempo, nella categoria dei giochi tradizionali alla quale aderivano molti giocatori di qualità rammentando il periodo delle gare di chemin.
È innegabile che il punto banco può essere, per molti, un surrogato del gioco precedentemente richiamato ma la finalità del giocatore di misurarsi con un suo simile mi pare altrettanto si possa affermare che non è la stessa cosa.
A proposito di slot non mi stupirebbe un incremento nello specifico introito stante, mi pare, la tassazione sulle vincite superiori a 1.500 euro, nella vicina Francia, con un’aliquota del 12 percento.

 

Foto di Bernd 📷 Dittrich su Unsplash