Serie A entra nel Fantacalcio: investimento da 18 milioni

La Lega Serie A entra nel gioco più amato dai tifosi: approvata l’acquisizione della piattaforma leader con l’obiettivo di svilupparla e portarla anche all’estero.

 

La Lega Serie A entra ufficialmente nel mondo del fantacalcio con l’acquisizione del 51% della società che controlla Fantacalcio.it e le relative applicazioni. L’operazione, dal valore di circa 18 milioni di euro, è stata approvata dall’assemblea dei club con 15 voti favorevoli, 3 contrari e 2 astenuti.

L’investimento riguarda la società Quadronica, proprietaria della principale piattaforma italiana dedicata al fantacalcio, utilizzata ogni stagione da milioni di utenti. L’obiettivo della Lega è rafforzare e sviluppare ulteriormente il prodotto, integrandolo sempre di più con il campionato di Serie A e ampliandolo anche a livello internazionale. Come si vede da una nota l, al termine dell’assemblea si legge che il fantacalcio diventerà “sempre più appetibile per gli utenti”, con la possibilità di arricchirlo con immagini e contenuti ufficiali della Serie A e di svilupparlo anche all’estero.

Il fantacalcio nasce in Italia nei primi anni ’90, quando il giornalista Riccardo Albini pubblica il primo regolamento ufficiale adattando al calcio italiano i fantasy game già diffusi negli Stati Uniti. Il gioco si diffonde rapidamente tra amici e appassionati: ogni partecipante crea una squadra virtuale acquistando calciatori reali della Serie A e ottiene punti in base alle prestazioni sul campo.

Con l’arrivo di internet nei primi anni 2000 il fenomeno cresce e si digitalizza. Nascono portali specializzati, tra cui Fantagazzetta ( oggi Fantacalcio.it ) che diventa nel tempo il punto di riferimento per leghe private, statistiche e contenuti. Con le app e i social il fantacalcio si trasforma in un fenomeno di massa, coinvolgendo milioni di utenti ogni stagione.

Proprio questo enorme bacino di appassionati ha spinto la Lega Serie A a investire direttamente nel settore. L’obiettivo è trasformare il fantacalcio in un vero e proprio asset mediatico e commerciale del campionato, rafforzando il legame con i tifosi e aprendo nuove opportunità di sviluppo digitale e internazionale. Nonostante il via libera della maggioranza dei club, il voto contrario di tre società segnala però che l’operazione non è stata condivisa da tutti all’interno dell’assemblea.