Commissione d’inchiesta su illeciti nei rifiuti: ‘Corse clandestine, rafforzare misure di contrasto’

Focus anche sulle corse clandestine dei cavalli nella relazione della commissione d’inchiesta sulle attività illecite nel ciclo dei rifiuti.

 

“Le corse clandestine di cavalli, un fenomeno radicato in Italia, soprattutto nel Sud, sono molto più di semplici infrazioni: rappresentano una palese manifestazione del potere criminale, una sfida aperta alle istituzioni democratiche e una grave minaccia per la sicurezza pubblica e il benessere degli animali.”

Lo si sottolinea nella relazione annuale dell’attività svolta della commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo di rifiuti e su altri illeciti ambientali e agroalimentari, presieduta dall’onorevole Jacopo Morrone.

Secondo quando si legge nella relazione, l’inchiesta svolta “ha rivelato una percezione disomogenea della gravità di questo fenomeno tra le diverse istituzioni. Se da un lato la Polizia Giudiziaria e la Magistratura ne avvertono la serietà e l’allarme sociale, le amministrazioni locali, pur riconoscendo l’esistenza del problema, spesso non sembrano pienamente coinvolte nelle attività preventive o nella visione strategica di contrasto. Questo divario nella percezione e nell’azione si traduce in una limitata efficacia delle misure di contrasto, lasciando ampi spazi all’operato delle organizzazioni criminali”.

Le indagini hanno mostrato come queste corse “siano intrinsecamente legate alla criminalità
organizzata, che le utilizza non solo per generare ingenti profitti tramite scommesse illegali, ma anche
per affermare il proprio controllo sul territorio e ostentare la propria supremazia. La brutalità inflitta
agli animali, costretti a gareggiare in condizioni disumane e spesso dopati, rivela una totale mancanza
di rispetto per la vita e il benessere, aspetti che la recente Legge n. 82 del 6 giugno 2025 mira a
rafforzare, inasprendo le pene per i reati di maltrattamento”.

Per un contrasto più efficace, si sottolinea nella relazione, è fondamentale “un approccio integrato che agisca su più livelli: normativo, operativo e culturale”.

LE MISURE PROPOSTE – La commissione propone dunque delle misure per “rafforzare l’azione dello Stato e delle istituzioni”, iniziando dal “potenziamento del quadro normativo e inasprimento delle pene” e proseguendo con “strumenti investigativi e di prevenzione”, ma anche “misure amministrative e patrimoniali” e altre volte alla “promozione della legalità e del benessere animale”.

In sintesi, “il contrasto alle corse clandestine di cavalli richiede un impegno coordinato e una visione strategica che vada oltre la mera repressione. È necessario agire sulla prevenzione, rafforzare gli strumenti investigativi, inasprire le pene, colpire le infrastrutture criminali e, soprattutto, investire
nella riqualificazione sociale e culturale dei territori, per smantellare le radici profonde di un fenomeno che lede non solo la legalità, ma anche l’etica e il benessere degli animali”.

 

Foto di Kirsten LaChance su Unsplash