La Cassazione chiarisce: attività a pagamento nei circoli possono far perdere le agevolazioni fiscali alle Asd.
Una recente sentenza della Corte di Cassazione sta facendo discutere il mondo delle associazioni sportive dilettantistiche e dei circoli ricreativi. I giudici hanno stabilito che offrire videogiochi, biliardo, calciobalilla o freccette a pagamento separato dalla quota associativa può comportare la perdita delle agevolazioni fiscali previste per gli enti non commerciali.
La vicenda riguarda un piccolo circolo che aveva visto annullati i benefici fiscali. La Corte ha confermato l’accertamento dell’Agenzia delle Entrate, evidenziando che non basta avere uno statuto corretto o l’affiliazione a una federazione sportiva: ciò che conta davvero è l’attività concreta svolta dall’associazione. “La sostanza prevale sulla forma”, scrive la Cassazione nell’ordinanza n. 2239/2026.
Il nodo della questione sono le attività extra offerte ai soci dietro pagamento. Secondo i giudici, questo trasforma l’associazione in un soggetto commerciale, con conseguente rideterminazione del reddito imponibile e perdita dei benefici fiscali. Anche in un circolo sportivo o ricreativo, se certe attività generano entrate economiche separate, non si può più parlare di ente totalmente non commerciale.





