Il nuovo gestore dell’Ippodromo Capannelle non avrebbe ancora firmato la convenzione per la gestione della struttura, la preoccupazione di Nuovo Galoppo Italia.
Nonostante l’aggiudicazione formale, non sarebbe stata ancora firmata la convenzione tra il nuovo gestore (per quanto provvisorio) dell’Ippodromo Capannelle, la società di corse La Marsicana, e il Comune di Roma. Anche se non è chiarissimo se la società avrebbe altri dieci giorni di tempo per farlo e soprattutto quali sono i motivi della mancata firma, se una supposta inagibilità dell’impianto o di altra natura. Certo è che “la situazione dell’Ippodromo di Roma Capannelle ha ormai assunto contorni di estrema gravità e non può più essere affrontata con ricostruzioni parziali o giustificazioni tardive”, come scrive in una preoccupata nota Giuseppe Satalia, presidente di Nuovo Galoppo Italia, che constata come “dopo mesi di attesa, rinvii e rassicurazioni, oggi Roma si trova senza un gestore dell’impianto, con conseguenze pesantissime non solo per il comparto romano, ma per l’intero sistema ippico nazionale. Una condizione che rischia di produrre danni strutturali irreversibili”.
Satalia ribadisce un punto che ritiene “fondamentale: chi ha manifestato interesse alla gestione dell’Ippodromo ha avuto tutto il tempo necessario per effettuare sopralluoghi, verifiche tecniche e valutazioni approfondite sullo stato della struttura. Le criticità di Capannelle non sono emerse oggi, né possono essere considerate improvvise o imprevedibili”.
Quindi, è “impensabile che problemi noti da tempo vengano sollevati all’ultimo momento come elementi ostativi alla sottoscrizione di un impegno gestionale. Se tali questioni erano ritenute dirimenti, avrebbero dovuto essere poste con largo anticipo, consentendo alle istituzioni e agli operatori di valutare soluzioni alternative”.
Quanto accaduto, secondo Nuovo Galoppo Italia, “evidenzia una mancata assunzione di responsabilità che oggi produce un effetto gravissimo: un ippodromo tra i più importanti d’Europa, con il suo centro di allenamento e centinaia di operatori coinvolti, viene lasciato senza una guida in una fase in cui il tempo utile è ormai scaduto”.
La programmazione nazionale e internazionale “non attende, e l’assenza di una decisione chiara e tempestiva rischia di escludere definitivamente Roma da ogni prospettiva sportiva per la stagione in corso e oltre.
Questo non è più il tempo delle spiegazioni, né delle ricostruzioni a posteriori. È il momento di prendere atto che il tempo è finito e che le conseguenze di quanto accaduto ricadranno sull’intero sistema ippico italiano”.





