A Roma torna a riunirsi l’European Pattern Commettee

Riunione al Masaf dell’European Pattern Committee dopo oltre vent’anni.

 

Al Masaf si è tenuta la riunione dell’European Pattern Committee. Nella cornice della sala Clemente si sono riuniti i delegati delle nazioni (Gran Bretagna, Irlanda, Francia e Germania con diritto di voto, Italia e in collegamento Svezia e Turchia) che fanno parte del Comitato, che dopo 21 anni è tornato in Italia.

Nella giornata di lavoro sono stati affrontati i temi della riunione annuale. Stabiliti dunque upgrade e downgrade delle corse in base ai rating ottenuti nel 2025 e valutate le proposte dei vari Paesi per la programmazione futura. Per quanto riguarda l’Italia il tema sono i verdetti per le corse che erano in declassamento automatico e per l’anno in corso avere l’ok definitivo al piano delle pattern che propone soprattutto l’incremento del Jockey Club, con l’obiettivo di tornare ad avere un gruppo 1 nel più breve tempo possibile.

“È per me un grande onore accogliere in Italia i membri dell’Epc, a oltre vent’anni di distanza dall’ultimo incontro nel nostro Paese, in una fase in cui l’ippica italiana sta vivendo un profondo processo di rinnovamento – ha dichiarato il Dg per l’Ippica al Masaf Remo Chiodi in apertura dei lavori – Stiamo lavorando per restituire all’ippica un ruolo di risorsa economica e di prestigio internazionale, valorizzando il nostro patrimonio di competenze, tradizioni e allevamento, con riforme strutturali, maggiori investimenti, più tutele sul benessere animale e un forte impegno sul fronte dell’antidoping. È un cammino lungo, che richiede continuità, serietà e una vera evoluzione culturale degli operatori, ma i primi segnali, dall’aumento del montepremi alla riduzione dell’Iva sui yearling, fino alla nuova classificazione meritocratica degli ippodromi, ci dicono che la direzione è quella giusta. Chiedo che questi sforzi vengano riconosciuti anche nelle valutazioni e nei rating internazionali, guardando non solo ai numeri di oggi, ma anche ai progetti in corso e al contributo storico dell’Italia alle corse. Siamo consapevoli che c’è ancora molta strada da fare, ma siamo altrettanto convinti di avere gli strumenti, l’energia e la visione per riportare l’ippica italiana al livello che merita”.