Gioco e ludopatie, la relazione della commissione Antimafia in consiglio regionale Lombardia

Illustrata anche in consiglio regionale della Lombardia la relazione della commissione speciale Antimafia su ‘gioco d’azzardo e ludopatie’.

 

Rafforzare la prevenzione precoce, soprattutto nei confronti delle giovani generazioni; potenziare i servizi di cura, in particolare il SerD, gli sportelli ospedalieri e le comunità terapeutiche; infine, sul piano istituzionale, una maggiore cura e attenzione alla trasparenza dei dati e alla disponibilità di strumenti di monitoraggio, come condizioni necessarie per una governance efficace.

Questo quanto emerge dalla Relazione sulle sette audizioni in materia di gioco d’azzardo e ludopatie svolte dalla commissione speciale Antimafia nel periodo 2024-2025. Il documento, che come noto era stato approvato in commissione a inizio dicembre, è stato illustrato in consiglio regionale dalla presidente della stessa, Paola Pollini (M5Stelle).

“Ciò che è emerso, attraverso il lavoro svolto in questi mesi in Commissione, è un quadro complesso e preoccupante – dichiara Pollini -, in cui la liberalizzazione del settore non ha portato maggiore sicurezza: moltiplicando le opportunità per gli operatori onesti, ha parallelamente offerto maggiore spazio alla criminalità organizzata. Dalle testimonianze raccolte e dai dati analizzati risulta evidente che le mafie hanno saputo adattarsi. Non solo organizzano il gioco illegale, ma si infiltrano anche in quello legale, soprattutto online, utilizzandolo come canale privilegiato per il riciclaggio di denaro, sfruttando server e circuiti esteri fuori dal controllo dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli”.

Vi è poi la questione sociale. “La criminalità – sottolinea Pollini – approfitta della vulnerabilità di chi sviluppa una dipendenza, concedendo prestiti usurari, chiedendo in cambio prestazioni illecite. Così, il gioco può diventare la porta d’ingresso alla marginalità e alla criminalità”. A tale riguardo la Relazione segnala la necessità di integrare le politiche sanitarie, sociali e di legalità, perché la lotta alle ludopatie diventi parte integrante delle strategie di prevenzione e tutela delle comunità.

In particolare, la commissione Antimafia ha individuato alcune linee di indirizzo prioritarie, tra cui il rafforzamento della regolazione locale, evitando che il riordino nazionale riduca la capacità d’intervento dei Comuni e sostenendo le reti territoriali con strumenti di premialità e incentivi per gli esercenti che scelgono di dismettere gli apparecchi. La relazione chiede, inoltre, un maggior coordinamento tra Stato, Regioni e Comuni nel contrasto al gioco illegale e al riciclaggio, potenziando i controlli interforze e le tecniche di anomaly detection.

GLI INTERVENTI – Nel dibattito sono intervenuti Gigliola Spelzini (Lega), Massimo Vizzardi (Gruppo Misto), Michela Palestra (Patto Civico), Giacomo Zamperini (FdI), Paolo Romano (PD), Emanuele Monti (Lega), Martina Sassoli (Lombardia Migliore) e Paola Bulbarelli (FdI), segretaria della commissione speciale Antimafia, secondo la quale “l’approccio integrato e tempestivo assunto da tempo, con responsabilità ed autonomia, da Regione Lombardia che tiene insieme la prevenzione, la cura e la lotta all’illegalità, ponendosi come punto di riferimento nazionale per contrastare un fenomeno drammatico che continua ad evolvere, presentando sempre sfide nuove e più complesse”.

Soddisfazione per il lavoro portato avanti è stata espressa anche da Luca Marrelli (Lombardia Ideale), vice presidente della commissione speciale Antimafia che evidenzia come “Regione Lombardia porta avanti da tempo forme di prevenzione e di contrasto. Siamo sulla strada giusta – ha dichiarato Marrelli – occorre rafforzare la sinergia tra i diversi soggetti istituzionali e del Terzo settore, investendo in prevenzione e rafforzando le misure di sostegno ai più fragili e ai giovani”.

 

foto tratta dalla pagina Facebook di Paola Pollini