Il ministero dell’Economia prosegue nella messa a punto dello schema di decreto legislativo sul riordino del gioco fisico, tra le valutazioni anche una revisione degli apparecchi.
Prosegue a ritmi serrati il confronto tra ministero dell’Economia e Regioni sul riordino del gioco fisico, che secondo le ultime anticipazioni dovrebbe essere “pronto”, almeno per quanto riguarda lo schema di decreto legislativo da portare in consiglio dei ministri per la sua prima approvazione, entro la fine del mese, sempre che non ci sia uno slittamento di qualche giorno.
Visti che gli obiettivi fissati dalla Delega sono chiari, la partita si gioca soprattutto sui numeri per quanto attiene la riduzione della rete e per i bandi di gara che il riordino stesso renderà possibili, ma anche sulla definizione di luoghi sensibili e il contestuale “distanziometro” che sarà applicato, un tema legato a filo doppio alla certificazione dei locali e all’introduzione, su scala nazionale, di orari di funzionamento degli apparecchi.
A tale proposito, tra le valutazioni tecniche in corso presso il Mef figura anche quella su una revisione “light” degli apparecchi da intrattenimento e dei loro parametri di gioco prima di arrivare alla creazione di quelle Awp da remoto che sono previste, per legge, nella nuova e futura concessione che sarà rilasciata al termine dell’iter dei bandi di gara.
Come noto, la Delega fissa come obiettivo quello della riduzione della rete ed è sul “quantum” che ora si cerca di trovare la quadra. Si parla di una riduzione del 10 percento per quanto riguarda i punti che offrono slot, del mantenimento dello stesso numero attuale di punti scommesse, 10mila, e di una riduzione complessiva sia delle slot che delle Vlt.
Quanto al distanziometro nazionale, si parla di 100 metri dai luoghi sensibili (scuole medie e superiori, centri di cura per le dipendenze e strutture di assistenza ospedaliera) per gli esercizi “certificati”, una sorta di bollino rilasciato dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli a coloro che assicurano fattivamente (e sulla base di precisi parametri) la protezione dei soggetti più vulnerabili e dei minori.
Nel caso di esercizi non certificati la distanza sarà di 200 metri. La distinzione tra locali certificati o no sarà dirimente anche per fissare gli orari di esercizi di gioco, con fasce orarie di divieto evidentemente più ampie per la seconda tipologia di locali.
Quanto alle gare, come quelle per le concessioni online saranno novennali. Per gli apparecchi ci saranno dei lotti di diversa taglia, partendo dal più piccolo di 25 milioni di euro, questo almeno nella stima attuale. Per le scommesse il lotto base sarà di 25 diritti, per 1,4 milioni di euro, mentre la base d’asta per le concessioni di bingo potrebbe partire da 350mila euro.
Prima dell’approvazione definitiva del decreto in consiglio dei ministri, lo stesso dovrà essere oggetto di accordo con le Regioni e poi dovrà ricevere i pareri delle commissioni parlamentari competenti.
Foto di Ross Sneddon su Unsplash





