Campione 2.0: ‘Corte dei conti e Prefettura accertino omissioni e violazioni in Comune’

I consiglieri di Campione 2.0 Simone Verda e Gianluca Marchesini chiedono l’intervento della Corte dei conti e della Prefettura di Como.

 

La Corte dei conti – sezione regionale di controllo per la Lombardia, prenda “atto delle omissioni del sindaco (Roberto Canesi Ndr) nell’esecuzione del dispositivo della deliberazione n. 416/2025/Prsp e dell’adozione di atti assunzionali in potenziale contrasto con i vincoli del dissesto, adottando ogni conseguente determinazione nell’ambito dei poteri di controllo, ivi incluse nuove ordinanze istruttorie, la fissazione di termini perentori e le ulteriori misure ritenute idonee a ripristinare la legalità contabile e la trasparenza della gestione dell’Ente” e il prefetto di Como, “accertate le reiterate violazioni di legge e la mancata ottemperanza a un ordine dell’autorità di controllo esterno”, avvii “senza indugio la procedura di cui all’articolo 142 del Tuel per la rimozione del sindaco per gravi e persistenti violazioni di legge”, nonché adotti “ogni misura cautelare e sostitutiva ritenuta necessaria a garantire l’immediato ripristino della legalità amministrativa e contabile, informando il Ministero dell’Interno per le determinazioni di competenza”.

Queste le richieste inviate a Corte dei conti e Prefettura dai consiglieri di Campione 2.0 Simone Verda e Gianluca Marchesini che, in una pec di diffida indirizzata anche al primo cittadino campionese, evidenziano che “la Sezione regionale di controllo per la Lombardia della Corte dei conti, con deliberazione n. 416/2025/Prsp assunta il 3 dicembre 2025 e depositata il 5 dicembre 2025, ha esaminato la procedura di dissesto del Comune di Campione d’Italia con riferimento agli esercizi 2018/2022 e 2023/2024”. Dalla ricostruzione “in fatto e in diritto emerge la perdurante sottoposizione dell’Ente al regime di dissesto dichiarato con deliberazione consiliare n. 11 del 7 giugno 2018, come confermato anche dalla sentenza delle Sezioni riunite della Corte dei conti del 5 ottobre 2022, che ha disposto la prosecuzione del dissesto escludendo i presupposti dell’articolo 256, comma 12, Tuel. Il dispositivo della deliberazione n. 416/2025/PRSP dispone espressamente: la trasmissione, a mezzo piattaforma Con.Te, al sindaco affinché informi il Consiglio comunale dei contenuti della pronuncia; l’obbligo che il Consiglio assuma una deliberazione di presa d’atto entro trenta giorni dal ricevimento e la trasmetta alla Sezione entro i successivi trenta giorni; la trasmissione all’Organo di revisione e all’Organo straordinario di liquidazione; la pubblicazione nella sezione ‘Amministrazione Trasparente’ ai sensi dell’articolo 31 del decreto legislativo 33/2013. In tale cornice, la pronuncia certifica, in termini amministrativo-contabili, il permanere del dissesto e dei relativi vincoli di gestione, incluso il rispetto dei limiti alla dotazione organica e alle assunzioni propri degli enti in dissesto”

I due consiglieri contestano “l’omesso rispetto del dispositivo da parte del sindaco. Infatti, alla data odierna, è decorso oltre un mese dal deposito e dalla trasmissione della deliberazione” ma “non risulta che il sindaco abbia informato formalmente il Consiglio comunale e i consiglieri dei contenuti della pronuncia, come espressamente prescritto nel dispositivo. Gli scriventi hanno appreso della deliberazione attraverso la pubblicazione sul sito istituzionale della Corte dei conti. Non risulta, inoltre, convocata la seduta consiliare per la presa d’atto entro il termine di trenta giorni fissato dalla Sezione, né è stato comunicato alcun calendario in tal senso. Si evidenzia, infine, che, per quanto a conoscenza degli scriventi, non è stata data piena esecuzione all’obbligo di pubblicazione della pronuncia nella sezione Amministrazione Trasparente del sito istituzionale del Comune, ai sensi dell’articolo 31 del decreto legislativo 33/2013. Tali omissioni violano l’ordine impartito dall’organo di controllo e pregiudicano il corretto svolgimento del controllo esterno, nonché l’esercizio delle prerogative consiliari“.

I due consiglieri di minoranza evidenziano poi “atti adottati in presunta violazione dei vincoli per enti in dissesto“, visto che in questi casi le norme di legge “impongono la rideterminazione della dotazione organica secondo i rapporti medi dipendenti/popolazione fissati con decreto ministeriale per fasce demografiche e vietano incrementi della dotazione oltre il tetto numerico consentito. Le dinamiche assunzionali, a qualunque titolo, sono legittime solo se la posizione è ricompresa nella dotazione organica rideterminata e se il totale del personale in servizio permane entro il “cap” dipendenti/popolazione vigente alla data di efficacia dell’assunzione”.
Alla luce di tali vincoli, si contesta un’assunzione per mobilità dal Comune di Luino, come pure la ricostituzione del rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato con una ex dipendente, con decorrenza 1° gennaio 2026, assegnandola all’Ufficio Tributi: “In sintesi, le assunzioni sopra richiamate non potevano essere perfezionate senza la previa e puntuale attestazione del rispetto del limite numerico dipendenti/popolazione e della capienza nella dotazione organica rideterminata. In regime di dissesto, l’inosservanza di tali condizioni integra violazione dei vincoli del Titolo VIII del Tuel e altera gli equilibri della gestione ordinaria che la deliberazione n. 416/2025/Prsp esige di conseguire e mantenere”.