La sentenza del 15 maggio 2025, citata nella Relazione del ministro Nordio alla Camera, stabilisce che il diniego della licenza non viola equo processo né diritto alla vita privata.
La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha stabilito, con sentenza del 15 maggio 2025, che il requisito di buona condotta è indispensabile per ottenere la licenza di pubblica sicurezza necessaria a gestire attività di raccolta scommesse. La decisione è citata nella Relazione sull’Amministrazione della Giustizia 2025, presentata alla Camera dei Deputati dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio.
Il caso riguarda il ricorso “Versaci contro Italia”, relativo a una richiesta di licenza per operare come ricevitoria di scommesse per conto di una società straniera, respinta dal questore perché il richiedente non soddisfaceva il requisito di buona condotta previsto dal testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.
Secondo la Corte Edu, il diniego era motivato correttamente e sottoposto a controllo giurisdizionale adeguato, senza che ciò costituisca violazione del diritto a un equo processo (articolo 6 ) o del diritto alla tutela della vita privata (articolo 8).
Nella Relazione del Ministro Nordio, il caso è richiamato come esempio di applicazione coerente delle norme di sicurezza e del controllo sulle licenze, in particolare per attività delicate come le scommesse.





