Il gruppo Campione 2.0 invia una lettera aperta in risposta a quella dell’assessore comunale Paolo Bortoluzzi.
In una lettera aperta, il gruppo consiliare di minoranza Campione 2.0 replica a quella inviata a Ige Magazine dall’assessore comunale Paolo Bortoluzzi. La riportiamo anch’essa integralmente.
Egregio signor assessore Paolo Bortoluzzi,
Abbiamo letto con attenzione la sua dotta ed interessante riflessione sulla “visione capace di rigenerare identità” e sul superamento degli odi politici. Sebbene l’invito a un dibattito costruttivo sia teoricamente condivisibile, troviamo che le sue parole manchino di un elemento fondamentale: il riconoscimento del divario profondo tra chi i sacrifici li ha teorizzati o gestiti dalle scrivanie comunali e chi, invece, li ha subiti sulla propria pelle.
Lei parla di “una comunità che ha saputo risollevarsi con dignità”, ma sembra dimenticare che questa dignità è stata messa a dura prova da anni di incertezza, licenziamenti e un collasso economico che ha devastato le economie domestiche, non solo i bilanci dell’ente. Quando si parla di “macerie”, bisognerebbe ricordare che sotto quelle macerie c’erano famiglie campionesi, non concetti astratti di “identità” o “visioni globali”.
Ecco alcuni punti che meritano una riflessione più aderente alla realtà:
Il peso dei sacrifici: È facile citare James Baldwin per parlare di odio e dolore, ma il dolore di Campione non è un concetto filosofico. È il dolore di chi ha perso il lavoro, di chi ha visto i propri risparmi evaporare e di chi ha dovuto reinventarsi in un’enclave isolata o addirittura riorganizzarsi la
Vita lontano dal paese. Questi sacrifici non sono stati fatti “dall’amministrazione”, ma dai cittadini, spesso nonostante le scelte della politica.
La retorica della “protesta tossica”: Definire la critica politica o il dissenso come frutto di “invidia” o “rancore” è un modo troppo semplice per delegittimare chi chiede nel compito del proprio ruolo trasparenza e risposte a chi amministra . Se i cittadini invocano l’intervento di organi sovracomunali, non lo fanno per “fame di conflitto”, ma per un bisogno di garanzie che, evidentemente, sentono mancare a livello locale.
Equilibri salariali e realtà: Lei afferma che gli stipendi non sono più un problema di sussistenza ma di “equilibri generali”. Tuttavia, per molti ex dipendenti cittadini pensionati, la sussistenza è stata il problema quotidiano per anni. Liquidare il tutto come una questione tecnica di bilancio appare distante dalla realtà vissuta fuori dal Palazzo.
L’identità di Campione non si rigenera con le lettere aperte che puntano il dito contro i “sedicenti sostenitori della retta morale”. Si rigenera con l’umiltà di riconoscere che la politica ha un debito morale verso questo Paese, un debito che non si estingue con un elenco di traguardi amministrativi , ma con l’ascolto vero di chi non ha avuto voce durante il disastro.
Prima di chiedere ai campionesi di scegliere tra “fatti o polemiche”, bisognerebbe chiedersi se i fatti di cui lei si vanta siano bastati a riparare le vite di chi, in questi anni, ha perso tutto tranne la propria dignità.
Auguriamo comunque all’assessore una buona campagna elettorale che evidentemente è iniziata.
Distinti saluti
Gruppo di minoranza Consiglio comunale Campione 2.0
Foto di Álvaro Serrano su Unsplash





