Ricerca scientifica, prevenzione del gioco problematico e cooperazione internazionale al centro della nuova Sustainable Gaming Zone inaugurata a ICE Barcelona: protagonista
ICE Barcelona entra nel vivo e punta a lasciare un segno che vada oltre i tre giorni di fiera e l’impatto economico sull’indotto. In questo contesto si inserisce la Sustainable Gaming Zone, inaugurata ieri 19 gennaio e protagonista di una serie di approfondimenti dedicati alla ricerca scientifica, alla prevenzione e alla sostenibilità nel settore del gioco.
A presentare l’iniziativa è Ewa Bakun, direttore di Industry Insight di Clarion Gaming, la società organizzatrice di ICE, da tempo impegnata sui temi del gioco responsabile e sostenibile. La Sustainable Gaming Zone rappresenta uno degli assi portanti del nuovo corso di ICE a Barcellona ed è strettamente collegata all’attività dell’ICE Research Institute, nato in collaborazione con Fira Barcelona e la città per costruire una legacy duratura dell’evento.
L’ICE Research Institute finanzia ogni anno progetti di ricerca accademica focalizzati in particolare su prevenzione del gioco problematico e sostenibilità, distinguendosi da gran parte degli studi tradizionalmente concentrati solo sugli aspetti clinici e di cura. Già nella giornata inaugurale è stata annunciata una nuova tranche di finanziamenti, pari a 80mila euro, destinata a sostenere studi innovativi su intelligenza artificiale, stigma legato al gioco e neuroscienze applicate.
All’interno della Sustainable Gaming Zone trovano spazio anche istituzioni accademiche italiane. Tra i progetti selezionati figura infatti uno studio su neuroscienze applicate al gioco problematico, sviluppato in collaborazione tra il Politecnico di Milano e il Politecnico di Valencia, che ha ottenuto una borsa di studio finanziata dall’ICE Research Institute.
Il progetto è promosso da Lucio Lamberti, membro del comitato scientifico dell’Italian Gaming Expo, l’evento organizzato da Gn Media la cui terza edizione è in programma a metà aprile a Roma, e si inserisce in un più ampio percorso di cooperazione internazionale tra mondo fieristico, industria e ricerca scientifica.
Nel corso delle sessioni pomeridiane di oggi sono presentati anche gli aggiornamenti sui progetti finanziati con i fondi 2025, tra cui quelli sviluppati da Fundación Patología Dual, University of Nevada, Las Vegas ed Episteme, confermando la volontà di ICE di affiancare allo sviluppo del mercato un impegno strutturato sui temi della responsabilità sociale.
“Applied neuroscience for Problem gambling”, il progetto italo-spagnolo presentato da Lamberti
Il progetto finanziato presentato da Lucio Lamberti del politecnico di Milano si chiama “Applied neuroscience for Problem gambling”.
Si parte dai dati (aggregati 2016-2022) che raccontano dell’1.29 % dei cittadini adulti problematici nel gioco patologico in Europa mentre il 2.43% presentano un rischio moderato.
Il gioco d’azzardo problematico nell’ultimo anno, però, in Europa è variato, in base ad una serie di studi, dallo 0.12 al 3.4%.
Il dato più grave è l’effetto a catena su famiglia, amici e posto di lavoro che in media è stimato in 8 persone come indicatore scelto per misurare il danno.
I ricavi dal gioco d’azzardo in Europa indicano il 72% del land based (in diminuzione del 2%) e al 28% dell’online con una crescita del 2%. Esplode il mobile gaming al 58% e un altro dato presentato da Lamberti è la percentuale del gioco minorile, adolescenziale sarebbe meglio dire che raddoppia quasi year over year dal 2023 al 2024 finendo al 12%.
Da dove parte il progetto
La domanda che si pone Lamberti è: dallo stigma alla fiducia, un’opportunità per l’industria? Tuttavia bisogna fare di più sul gioco d’azzardo problematico secondo lo studio in questione. L’analisi evidenzia che i messaggi di avvertenza possono anche avere effetti contrari. Le persone potrebbero reagire in modo diverso allo stesso messaggio.
La via maestra è quella di un intervento dell’AI per personalizzare i messaggi. Dall’osservazione dei dati di scommesse i behavorial pattern e le risposte ai warning si passa proprio all’IA powered che come output produce la personalizzazione dei messaggi di gioco responsabile.
Una combo di eccellenze italo-spagnole
Il progetto è stato possibile da una combinazione di eccellenze. Da una parte proprio Lamberti del Politecnico Milano e Briel e dall’altro Mariano Alcaniz professore di ingegneria biomedica all’Università politecnica di Valencia e direttore scientifico del LabLeni Research Innovation.
Briel e LabLeni, un approccio scientifico al gioco responsabile
Il Behavioural Research in Immersive Environment Lab consente la ricerca multimodale sullo studio dell’interazione tra individui e tra questi e le realtà digitali e virtuali, con particolare attenzione ai comportamenti organizzativi, all’apprendimento, al consumo di contenuti e ai contesti lavorativi d’ufficio.
Attraverso strumenti per l’analisi biometrica del comportamento degli utenti e dello spettro emotivo, conduce ricerche comportamentali ed esperimenti ad alta validità ecologica (ad esempio, spazi per focus group, spazi riconfigurabili per ricreare esperienze di vita/lavoro).
LabLENI è un laboratorio dell’Università Politecnica di Valencia, diretto dal Professor Mariano Alcañiz, fondatore e direttore.
Il laboratorio svolge attività di ricerca per una migliore comprensione e il potenziamento della cognizione umana, combinando intuizioni e metodi provenienti da informatica, psicologia e neuroscienze. Sviluppiamo anche soluzioni a supporto di studi e interventi nella vita reale, piuttosto che per l’uso esclusivo in contesti di laboratorio.
L’approccio basato sulle neuroscienze è un approccio scientifico innovativo per comprendere come le persone interagiscono con prodotti e servizi, ambienti fisici e virtuali, siti web e app. Utilizzando tecniche come l’eye tracking, l’elettroencefalografia (EEG) e la misurazione dell’attività elettrodermica, è possibile osservare le reazioni inconsce degli utenti, andando oltre ciò che sono in grado di esprimere verbalmente. Questo tipo di analisi consente di identificare con precisione le aree di miglioramento e di ottimizzare l’offerta per garantire un’esperienza intuitiva, appagante e coinvolgente, basata su dati concreti e affidabili.
Come vengono analizzati i soggetti
I punti fisici dove captare segnali espliciti e impliciti arrivano dalla risposta della pelle, della pulsazione del polso, dal tracciamento degli occhi, dagli impulsi del cervello e dalle espressioni facciali.
L’ideale è dividere 100 partecipanti a metà tra giocatori e non giocatori. Da un questionario introduttivo e una prima acquisizione basilare di psicologia si danno degli impulsi tramite messaggi e poi si conclude con un altro questionario.
Nel breve termine, l’attenzione è rivolta all’identificazione delle strategie di comunicazione più efficaci nel promuovere il gioco d’azzardo responsabile e ridurre le reazioni indesiderate.
Nel lungo termine, l’ambizione è quella di creare un impatto visibile e strutturale collaborando, sviluppando e co-creando con il settore pratiche concrete per l’identificazione precoce del gioco d’azzardo problematico, soprattutto tra i profili più giovani e vulnerabili. Ciò implica il superamento di messaggi isolati verso strumenti condivisi, processi basati sui dati e quadri di prevenzione che possano essere integrati in modo sostenibile nelle pratiche del settore.
“Dal contrasto al gioco problematico ad un gioco per il bene. Più un programma che un sogno”
Molte persone hanno difficoltà a riconoscere i primi segnali di allarme di problemi comportamentali nei propri cari. Gli approcci educativi tradizionali spesso appaiono clinici e disconnessi. Il gioco problematico viene raramente scoperto da sé.
Strumenti che insegnano a genitori, amici e coetanei come identificare schemi preoccupanti attraverso scenari interattivi e feedback immediati.
Esperienze di apprendimento coinvolgenti basate su storie
Esempi di comportamentali reali
Approfondimenti diagnostici personalizzati
Passi successivi e risorse attuabili
Consentire ai non professionisti di riconoscere precocemente i segnali e cercare un supporto adeguato crea reti di sicurezza più solide nelle comunità. L’industria del gioco possiede risorse uniche, competenze tecniche e strategie di coinvolgimento che possono essere indirizzate verso un impatto sociale significativo.
Il programma può diventare una realtà per grandi innovazioni come il brain training per i pazienti di Alzheimer, riabilitazione per chi ha avuto danni neurologici e anche per l’educazione dei più giovani.
“Quando applichiamo i principi del gaming alle sfide sociali, trasformiamo l’impegno in responsabilizzazione e il gioco in uno scopo”, ha concluso Lamberti.









