L’assessore Paolo Bortoluzzi riflette in una lettera aperta sulle vicende di Campione d’Italia e sulle polemiche in essere in queste settimane, proponendo una visione del futuro non divisiva e focalizzata sulle vere sfide.
Dibattito politico sempre acceso e talvolta duro a Campione d’Italia. A offrire ai cittadini, ma anche ai lettori del nostro quotidiano online, degli spunti di riflessione, è l’assessore comunale Paolo Bortoluzzi, nella lettera aperta che pubblichiamo integralmente.
“Immagino che uno dei motivi per cui le persone si aggrappano così ostinatamente ai loro odi sia perché percepiscono, una volta che l’odio è sparito, che saranno costretti ad affrontare il dolore” (1955) di James Baldwin.
È noto come, durante il periodo di campagna elettorale, gli esponenti delle fazioni politiche e contendenti tendano a confrontarsi in modo acceso e a volte molto aspro.
L’intento sarebbe di affermare la propria visione e la presunta superiorità politica e il dibattito si fa serrato, spesso senza esclusione di colpi, in quella che è vista quasi come una dinamica necessaria del confronto democratico.
Quello che vari analisti stanno osservando è che alcuni sembrano essere guidati più da ciò a cui si oppongono, rifiutano e odiano piuttosto che da ciò che promuovono, affermano e credono.
Oggi molti leader a livello globale fondano il proprio successo attraverso un proselitismo mosso da questo perverso meccanismo.
I loro impegni politici affondano le radici nelle identità personali e le vite emotive dei loro seguaci e sono pensieri strutturati dal risentimento, dall’ostilità e dall’opposizione più che da un insieme di ideali o finalità concrete.
Questa logica conflittuale si estende di conseguenza anche a contesti decisamente più circoscritti come i piccoli comuni, promuovendo la stessa dinamica autoalimentante e distruttiva.
Nelle piccole realtà come la nostra, tuttavia, per risultare efficaci sono obbligatoriamente necessarie visioni più dedicate e specifiche.
Campione purtroppo non fa eccezione.
Qui i sedicenti sostenitori della “retta morale” hanno fame di conflitto senza mai però formulare proposte costruttive o tangibili.
Navigano a vista con i cannoni del rancore carichi di approssimazione sempre pronti a sparare ad altezza uomo.
Un comportamento volto solo ad alimentare lo scontro che evita il confronto nel più totale disinteresse delle conseguenze delle loro azioni.
Il solo risultato che ottengono però è di esporre sempre Campione ad una gogna mediatica che non merita.
Non sorprende che, qualora pesantemente richiamati in aula consigliare a rispondere del proprio operato, la reazione sia solo un imbarazzante e vuoto silenzio… ma purtroppo il circolo vizioso continua.
Probabilmente per questi individui millantare l’esistenza di congregazioni di élite dalle quali evidentemente ci si sente esclusi – pur desiderando ardentemente di farne parte – resta tra le giustificazioni preferite dai “paladini della giustizia online”.
In rete infatti può sopravvivere la loro narrativa, la continua espressione di ostilità ma mai viene proposto un programma per il raggiungimento di un obiettivo tangibile.
Deve essere sicuramente difficile continuare a desiderare qualcosa sapendo di non poterla raggiungere. Se vuoi disperatamente qualcosa e non riesci ad ottenerla, proverai frustrazione, disagio, forse invidia. Potresti anche sentirti un fallimento.
Alla luce di ciò, c’è una pressione psicologica per trasformare la frustrazione e l’invidia in rimozione e rifiuto, una giustificazione per tacitare le proprie frustrazioni.
Movimenti che si sorreggono su questo principio si alimentano di narrazioni che sono più efficaci quanto sono superficialmente plausibili.
La superficialità è il combustibile della rabbia che evita il dialogo ma soddisfa le anime che trovano redenzione per il loro fallimento.
Chi oggi punta il dito contro funzionari e amministratori invocando interventi di magistratura o qualsiasi altro organo sovracomunale è davvero sicuro di aver considerato le complessità delle questioni campionesi, ma soprattutto, ha considerato tutte le sue ripercussioni?
Quanto accaduto dovrebbe insegnare.
Fu una segnalazione in procura ad innescare il disastro, il resto è storia.
La mia formazione sindacale, vissuta in anni difficili e drammatici per Campione, mi ha permesso di conoscere da vicino i meccanismi che hanno portato al recente collasso economico del Paese.
Oggi il problema degli stipendi dei dipendenti comunali in termini di bilancio non è più un problema di sussistenza, ma semmai una questione di equilibri salariali generale.
Questo è argomento che meriterebbe serietà e attenzione non dichiarazioni dissennate pregiudizievoli per tutti.
Oggi anche a Campione emerge un dibattito politico basato sulla protesta che per alcuni potrebbe creare un senso di appartenenza artificiale e tossico.
È una retorica che punta all’invidia e lo scontro permanente, favorendo la frammentazione sociale invece di affrontare, con competenza e merito, le vere sfide che ci riguardano.
Quella più autentica per Campione e per i suoi cittadini risiede nel proporre una visione capace di rigenerare identità, senso di comunità, equilibrio e solidarietà, senza il bisogno di inventare costantemente nuovi nemici.
Sebbene i traguardi raggiunti da questa Amministrazione siano numerosi e sostanziali, non è mia intenzione ridurli a un mero elenco elettorale: le analisi si fanno sui fatti.
Credo con onestà intellettuale che sia indubbio quanti di questi traguardi siano stati portati a compimento.
Fatti o polemiche: i campionesi da qui a poco sceglieranno.
Queste dinamiche però oscurano la determinazione di una comunità che ha saputo risollevarsi con dignità da una crisi profonda, un impegno talmente evidente che persino i vertici politici e amministrativi nel confronto privato delle molte sedi istituzionali ci hanno riconosciuto.
Molti non credevano che saremmo riusciti a rialzarci come invece abbiamo fatto.
Tutti i campionesi oggi sanno cosa significa il sacrificio per ricostruire sulle macerie, per risanare un’economia devastata, per restituire credibilità a Campione d’Italia.
In quel solco Campione saprà garantirsi un futuro, ma solo a patto di avere imparato dalla sua storia che tutto può accadere.
Paolo Bortoluzzi





