Il presidente della regione della Valle D’Aosta ha risposto all’interpellanza dei gruppi Lega Vallée d’Aoste e La Renaissance valdôtaine sulla task force che dovrà analizzare gli assetti procedurali del Casinò de la Vallée.
Nel consiglio regionale della Valle d’Aosta di oggi, 14 gennaio, 2026, il presidente Renzo Testolin ha risposto all’interpellanza presentata dai gruppi Lega Vallée d’Aoste e La Renaissance valdôtaine. L’oggetto era la discussione che si era aperta sulla creazione di una task force per il Casinò de la Vallée di Saint-Vincent per cercare di approfondire, analizzare e prevenire i problemi emersi dalle indagini su riciclaggio e frode che hanno investito la casa da gioco verso la fine dello scorso anno.
Richiamando il procedimento penale avviato dalla Procura, «nell’ambito del quale sono stati perquisiti i locali della Casa da gioco e sono stati sottoposti a indagini preliminari due dipendenti, nonché l’annuncio da parte dell’Amministratore Unico della costituzione di un gruppo di lavoro composto da autorevoli professionisti incaricato di esaminare gli atti ufficiali», il Consigliere della Lega VdA Corrado Bellora ha chiesto in base a quali criteri siano stati scelti i componenti e quali siano i loro curricula; quali attività dovranno svolgere, quali costi siano previsti, con quali modalità di pagamento e se il Governo regionale intenda approfondire le scelte operate da tale gruppo di lavoro. Secondo Testolin l’argomento “merita una certa riservatezza, attenzione, rispetto nell’essere affrontato e il ruolo del Governo regionale non è quello di avallare o indirizzare le attività di una sua partecipata”.
Il presidente regionale ha analizzato la task force: “Come precisato dalla Casinò de la Vallée spa, i componenti del gruppo di lavoro sono stati scelti in base a criteri definiti nell’interesse primario della Società a disporre di competenze altamente qualificate, tra loro complementari, idonee ad affrontare in modo completo e rigoroso gli approfondimenti necessari. Fanno parte del gruppo avvocati, professionisti e professori di riconosciuta competenza ed esperienza, unitamente a personale interno della società. I curricula dei componenti esterni e gli elementi contrattuali sono disponibili sul sito istituzionale della Società, nel rispetto degli obblighi di trasparenza.”
“L’attività – ha proseguito Testolin – sarà svolta da ciascun componente secondo le proprie competenze e in base agli obiettivi definiti dal gruppo di lavoro, senza uno stretto collegamento con la fase processuale in corso o con eventuali sviluppi futuri. L’obiettivo è acquisire elementi concreti per valutare l’adeguatezza degli assetti procedurali e dei sistemi di controllo interno ed eventualmente proporne l’aggiornamento nel rispetto del quadro normativo”.
Il dibattito si è acceso sui costi. Secondo Testolin “la Società comunica che i compensi non sono predeterminabili, in quanto dipendono dall’estensione, dalla complessità e dalla durata delle attività richieste. Saranno riconosciuti esclusivamente ai singoli professionisti esterni sotto forma di prestazioni professionali, nel rispetto della normativa vigente, delle procedure interne, dei tariffari riconosciuti e dei principi di congruità e proporzionalità. Non sono previsti costi aggiuntivi per il personale interno della società, che opera nell’ambito delle proprie funzioni. Il gruppo di lavoro elaborerà delle conclusioni su cui la Società assumerà delle decisioni che potrà comunicare all’Amministrazione regionale. Non rientra, infatti, nei compiti del Governo regionale sostituirsi all’organo amministrativo della società, se non in caso di inerzia dello stesso. Nel caso specifico, sulla base delle informazioni comunicate dalla Società, non si ritiene che sussistano i presupposti per un intervento diretto della Regione, né in qualità di socio né di concedente.”
Nella sua replica Bellora ha preso “atto che il management del Casinò opera in totale autonomia e ne terrò conto in eventuali future iniziative. Sui costi non sono d’accordo: per legge un professionista deve fare un preventivo al momento dell’assunzione dell’incarico e non limitarsi a presentare la parcella alla fine del lavoro. Quanto all’utilità di questa task force, credo non sia il modo di affrontare questa bufera. Servono avvocati competenti per la difesa della Casa da gioco e per monitorare il modello 231, che riguarda la responsabilità delle aziende nei procedimenti penali. Per questo, lascerei da parte le task force e mi concentrerei sulla risoluzione dei problemi in cui il Casinò si trova, perché – dopo essere stato risanato in modo efficace – ho la sensazione che cattive abitudini stiano tornando a farsi strada.”





