L’analista di gaming Mauro Natta esamina la possibilità che in un futuro i croupier possano essere sostituiti da robot.
di Mauro Natta
Forse non ho predicato al vento, un pochino di ragione posso vantarla. Premetto che dall’osservazione sull’utilità della roulette francese; mi pare di aver capito si tratti di quella tradizionale con un capo e due impiegati al cilindro e uno a bout de table, è rinato un vero interesse. Ai miei inizi il tavolo era doppio e la fair roulette non era ancora arrivata da noi.
Da ex impiegato che ha cominciato a tirare la “maledetta” così si conosceva nell’ambiente il rastrello utilizzato al tavolo di roulette francese ho molto apprezzato: “aver sostenuto i giochi francesi (…) e incrementato incassi e mance” e per il futuro auspica la Fisascat Cisl di Sanremo “non appena si incrementeranno i numeri del reparto, di poter riaprire le roulette francesi dal lunedì al giovedì (…)”.
Sono stato favorevolmente impressionato da quanto riporto in quanto mi pare di vedere nel complesso una soddisfazione per il fatto che tutti abbiano compreso il rilievo dei cosiddetti proventi aleatori quale fattivo supporto e conforto alla gestione.
Ora mi rifaccio alle troppe volte che ho sostenuto il ritorno ai giochi francesi tradizionali visto come contributo alla qualità del gioco e, al tempo stesso, delle frequentazioni.
Desidero rammentare che insieme alla roulette francese esiste lo chemin de fer. È pur vero che l’introduzione del punto banco può aver contribuito a soddisfare parzialmente le aspettative di una clientela che frequentava il Casinò di Sanremo.
Osservando un elaborato specifico sul Casinò Municipale di Sanremo ho potuto osservare che nel 2024 la roulette francese rappresenta il 4,07 del totale dei ricavi gioco, la fair il 6,97 % e le ore lavorate erano rispettivamente 4.159 e 16.543. Esaminando altri riferimenti potremmo trovare altri e più interessanti riscontri, ma non è il caso in questa sede.
Già che sono avviato con la documentazione appena richiamata vorrei ricordare che comprende, per ogni gioco, il rapporto tra mance ed introiti e quello tra introiti e contante ritrovato nelle apposite cassette. Aggiungo il confronto tra ore lavorate ed introiti che risulta, sempre nel 2024, di 506,52 per la roulette francese e 217,90 per la fair.
Non ritengo, almeno immediatamente, che si torni all’epoca di Bruzzone che ricordo allo chemin de fer ma, così come esiste a Venezia, come esisteva a Sanremo non è detto che non possa ritornare, certamente con più facilità previsionale nei fine settimana. La ricerca del rapporto tra introiti e ore lavorate lo rimando agli interessati in Sanremo.
Ma l’occasione mi si presenta per accennare a una ventilata possibilità che l’impiegato di gioco possa essere, in un futuro non troppo distante, sostituito dai robot.
Non vorrei fare la parte di colui che è contrario sempre e comunque, mi sento di affermare che il contatto umano, che nei cosiddetti giochi francesi, dai quali escludo il trente et quarante che quasi non lo si trova più se non a Campione d’Italia, era ed è connaturato e costituisce proprio l’elemento qualificante della fidelizzazione.
Sicuramente non posso, ed oso sperare di non essere il solo, omettere, nei motivi della fidelizzazione, la professionalità che non ha costi, i servizi che sono un investimento dal ritorno certo e, quello che a mio avviso rileva maggiormente, la più rilevante incidenza dei proventi dei giochi da tavolo sul totale dei ricavi di gioco. Non si potrà negare, considerando tutti i risultati collegabili, che saremmo di fronte ad un deciso incremento della qualità che un sito come la Riviera dei Fiori merita.
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