La Fiamma tricolore di Como sollecita il ripristino dei controlli comunali al Casinò Campione d’Italia.
La segreteria provinciale comasca della Fiamma tricolore, alla luce delle recenti analisi tecniche pubblicate dal comparto gaming sulla gestione della produzione e dei rischi di riciclaggio nelle case da gioco, solleva una questione di “estrema gravità”, a suo dire, riguardante l’attuale assetto organizzativo del Casinò di Campione d’Italia.
Mentre il dibattito tecnico (si veda l’analisi dell’esperto Mauro Natta del 10/01/2026) sottolinea come la sicurezza finanziaria dipenda dalla triangolazione documentale tra dotazioni dei tavoli, cambi cassa e rendicontazione dei flussi, il Casinò di Campione appare oggi, sottolinea il segretario organizzativo della Fiamma tricolore Carlo Russo, come un’anomalia nel panorama nazionale.
”Risulta incomprensibile e amministrativamente monco – dichiara la segreteria della Fiamma tricolore – il fatto che la Casa da gioco campionese operi senza il pieno supporto del servizio di controllo comunale, organo che storicamente e per norma garantisce la terzietà e la regolarità delle operazioni di gioco e di incasso.”
La Fiamma tricolore ricorda all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Roberto Canesi che “la vigilanza sulle case da gioco in Italia non è una facoltà, ma un obbligo derivante dal sistema normativo che regola le deroghe al divieto di azzardo (Artt. 718 e ss. Codice Penale). Come previsto dal quadro legislativo che autorizza l’esercizio del gioco d’azzardo, la presenza di un nucleo di controllo ispettivo e amministrativo è condizione necessaria per la legalità dell’attività”.
Inoltre, “la mancanza di un nucleo professionale dedicato al monitoraggio della produzione e alla verifica dei flussi contanti/fiches espone la società di gestione e l’ente proprietario a rischi di infiltrazione e violazioni della normativa antiriciclaggio (Dlgs 231/2007)”.
Il partito comasco ricorda che “il servizio di controllo comunale ha sempre rappresentato l’occhio dello Stato e dei cittadini sulla corretta gestione degli introiti che alimentano il bilancio dell’exclave. Perché a Campione d’Italia, a differenza di quanto avviene nei Casinò di Sanremo, Venezia e Saint-Vincent, i controlli amministrativi e professionali sono stati menomati o resi inefficienti? Chi certifica oggi, in tempo reale, la correttezza della produzione e la prevenzione del riciclaggio se il corpo dei controllori comunali è stato di fatto esautorato?”, chiede ancora.
Secondo la Fiamma tricolore, “l’assenza di risposte da parte del sindaco Canesi alle ripetute sollecitazioni” non fa che “alimentare dubbi sulla tenuta del sistema di sicurezza della Casa da gioco. La trasparenza non può essere delegata a sistemi automatici o autocertificazioni della società di gestione: la legge impone un controllo pubblico rigoroso e indipendente”.
E conclude: “Non accetteremo ulteriori silenzi. Il Casinò di Campione deve tornare ad essere un presidio di legalità ed efficienza, dotato di tutti i filtri ispettivi previsti dall’ordinamento italiano, a tutela dell’onorabilità della comunità campionese e della sicurezza dello Stato.”





