Uno studio condotto dalla Ksa rivela che le probabilità che i minori giochino online sono piuttosto basse. Tuttavia ciò avviene più spesso attraverso gli operatori privi di licenza.
Nei Paesi Bassi il gioco è vietato ai minori, tuttavia la verifica dell’età viene in alcuni casi aggirata e ciò avviene principalmente tramite account appartenenti a familiari e amici adulti. A dimostrarlo è uno studio condotto dall’ente regolatore olandese (Ksa) che rivela alcune modalità attraverso le quali i controlli vengono raggirati. La Gaming authority ha infatti ricevuto segnalazioni sulla possibilità per i minori di creare un account presso fornitori di gioco online legali e, sulla base di queste, ha avviato un’indagine nel 2025.
L’indagine ha dunque esaminato il processo di registrazione presso i fornitori di gioco online, con particolare attenzione alla verifica dell’identità e alla verifica del conto bancario. Sulla base dei dati delle transazioni richiesti alle banche, è stato possibile condurre un’indagine più approfondita su potenziali lacune.
È stato dunque dimostrato che non ci sono abusi gravi, anche se in un numero molto limitato di casi i giocatori sono riusciti a utilizzare il conto bancario di un’altra persona o a collegare il proprio conto bancario all’account di un altro player. Questo problema si verifica quasi esclusivamente in situazioni in cui le persone condividono le stesse iniziali.
Le discussioni con i fornitori di giochi online hanno rivelato che non dispongono di una soluzione immediata. Tuttavia l’ente regolatore ha osservato che tale soluzione è ora disponibile e organizzerà una sessione tecnica con i fornitori online per discutere le aspettative del settore in merito. Pertanto la Ksa condividerà le proprie raccomandazioni con i fornitori di giochi online in un secondo momento e queste linee guida saranno integrate nelle direttive del Wwft (Organizzazione olandese per il gioco).
Michel Groothuizen, presidente del Consiglio di amministrazione dell’Autorità olandese per il gioco spiega a riguardo che “la Ksa è profondamente preoccupata per il gioco minorile. Fortunatamente, sembra che questo fenomeno si verifichi raramente tra i titolari di licenza, ma abbiamo chiari indizi che si verifichi comunque. Probabilmente, ciò avviene sul mercato illegale.
“I fornitori illegali – conclude Groothuizen – spesso non applicano standard per la verifica dell’età e pubblicizzano i propri servizi specificamente rivolti a questa fascia demografica giovane, ad esempio tramite TikTok. Questo è estremamente dannoso e la Ksa si sta quindi impegnando a fondo per contrastare l’offerta illegale. Ci stiamo inoltre concentrando maggiormente sull’educazione dei minori per renderli consapevoli dei rischi del gioco”.






