Gioco pubblico, Acadi: ‘Serve una riforma equilibrata per evitare distorsioni’

Cardia: riordino urgente del settore giochi tra tutela della salute, legalità e sostenibilità economica.

Il riordino del settore dei giochi pubblici torna al centro del dibattito, ma con una richiesta chiara: evitare interventi parziali che rischiano di creare più problemi che soluzioni. A dirlo è Geronimo Cardia, presidente di Acadi, che invita le istituzioni a non fermarsi ai passaggi formali e a puntare su una riforma davvero organica. Il nodo principale resta quello del territorio. Secondo Cardia, il sistema attuale, fatto di regole diverse da regione a regione su orari e distanze dai luoghi sensibili, non garantisce né una reale tutela sanitaria né un quadro stabile per gli operatori. “Il riordino del territorio è fondamentale  e deve essere realizzato in modo equilibrato, con una visione d’insieme, affrontando in maniera strutturale i nodi degli orari di esercizio e delle distanze dai luoghi sensibili”, afferma.

Una frammentazione che, secondo l’associazione, finisce per produrre effetti opposti rispetto a quelli dichiarati: meno tutela e più incertezza, con ricadute anche sulle entrate pubbliche. Il punto, però, è anche politico. Acadi denuncia uno scarso coinvolgimento della filiera nelle decisioni fin qui prese. Un limite che ha impedito, secondo Cardia, di costruire una strategia complessiva capace di tenere insieme tutte le componenti del settore. “Gli operatori hanno più volte evidenziato la necessità di un riordino complessivo, capace di integrare in modo coerente gioco fisico e online, garantendo tutela della salute, legalità, stabilità del gettito erariale e salvaguardia dell’occupazione”.

La Conferenza Unificata prevista per il 10 aprile, in questo senso, non può essere considerata un punto di arrivo. Per Cardia è solo una tappa di un percorso più ampio. “Il riordino non si esaurisce in un passaggio formale. È fondamentale arrivare a una disciplina chiara, stabile e uniforme a livello nazionale su orari e distanze dai luoghi sensibili”.

C’è poi il rischio di effetti collaterali. Interventi non calibrati potrebbero portare a una concentrazione eccessiva dell’offerta o a costi di accesso insostenibili, soprattutto per le piccole e medie imprese. “Occorre evitare che il riassetto produca effetti collaterali indesiderati, come un’eccessiva concentrazione dell’offerta o livelli di prezzi non sostenibili per gli operatori”.

Non solo. Un sistema squilibrato potrebbe anche spingere parte della domanda verso circuiti meno controllati, rendendo più difficile il contrasto al gioco illegale e la tutela dei giocatori. Per questo Acadi insiste su un punto: equilibrio tra tutti gli interessi pubblici in campo.“È essenziale mantenere un equilibrio tra tutela della salute, contrasto all’illegalità, sostenibilità economica e presidio occupazionale”.

L’appello finale è diretto alle istituzioni: aprire un confronto strutturato e continuo con tutti gli attori della filiera.“È indispensabile aggiungere gli operatori al tavolo tecnico con le istituzioni, per finalizzare una riforma realmente sostenibile, basata su evidenze e valutazioni di impatto”.