Bingo e Vlt vicino a una scuola: il Tar rinvia la decisione e chiede chiarimenti

Dubbi su asilo e scuola bloccano le licenze per il gioco: il Tar acquisisce nuovi elementi e decisione a luglio 2026.

Non è ancora chiusa la partita sulla possibile apertura di una sala Bingo con terminali Vlt nella periferia della Capitale. Il Tribunale amministrativo regionale del Lazio ha deciso di prendersi altro tempo, chiedendo nuovi chiarimenti alle amministrazioni coinvolte prima di arrivare a una decisione definitiva. L’udienza è stata fissata per metà luglio, ma nel frattempo il giudice ha disposto un approfondimento su alcuni aspetti ritenuti centrali per capire se il diniego delle licenze sia stato legittimo.

La vicenda nasce dal ricorso presentato da una società contro il provvedimento della Questura di Roma che, lo scorso settembre, aveva negato l’autorizzazione per l’attività di gioco, richiamando la presenza di luoghi sensibili nelle vicinanze dei locali individuati. Un elemento che, secondo la normativa vigente, può impedire l’apertura di sale dedicate al gioco d’azzardo.

Il punto su cui si concentra ora l’attenzione dei giudici riguarda proprio la natura di una struttura educativa situata a poca distanza. Dalle carte emerge che nello stesso complesso sarebbero presenti sia un asilo nido, autorizzato per bambini molto piccoli, sia una scuola dell’infanzia. Ma non è ancora chiaro come queste strutture siano effettivamente organizzate, se siano distinte o collegate, e soprattutto quale sia la loro esatta qualificazione giuridica.

Il Tar ha quindi chiesto al Ministero dell’Istruzione e al Municipio Roma X di fornire risposte precise: bisognerà chiarire se si tratti di scuola paritaria o meno, indicare con esattezza dove si trovano gli spazi rispetto ai locali destinati alla sala giochi, verificare le autorizzazioni sanitarie e accertare la presenza reale di bambini tra zero e sei anni. Tutti elementi che possono fare la differenza nel determinare se quel luogo rientri tra quelli considerati “sensibili”.

Le amministrazioni avranno sessanta giorni di tempo per depositare la documentazione richiesta. Solo dopo questo passaggio il tribunale potrà entrare nel merito della controversia e stabilire se il diniego della Questura sia fondato oppure no.