Arbitrato Casinò: ‘Non pagare insoluto, adire a Tribunale Milano’

All’esame del consiglio comunale di Campione l’atto di indirizzo sull’arbitrato del Casinò, gli altri due atti all’Odg.

 

La società di gestione del Casinò di Campione ometta “il pagamento del fondo iniziale ancora insoluto, determinando, decorso il termine concesso da Camera arbitrale di Milano, l’estinzione dell’azione di responsabilità promossa… nei confronti di ex amministratori e sindaci della Società in carica dal 2011 al 2018, relativamente ad atti di mala gestio da questi realizzati nel periodo antecedente al fallimento della Società”, ma riproponga, “verificati puntualmente i termini di prescrizione, le medesime azioni proposte in arbitrato avanti al Tribunale di Milano, sezione specializzata in materia di impresa, esclusi i soggetti convenuti che hanno proposto di transigere”.

Questo l’atto di indirizzo all’esame del prossimo consiglio comunale di Campione d’Italia, convocato per il prossimo 7 aprile e riferito evidentemente all’arbitrato avviato al Casinò e con il quale si chiedono circa 8o milioni di euro ad ex amministratori dello stesso.

Nella premessa all’atto, si ricorda che “la proposta di concordato, successivamente omologata, prevedeva – quale condizione di ammissibilità e approvazione, l’impegno alla promozione dell’azione di responsabilità verso soggetti che avessero arrecato potenziali danni patrimoniali alla società”, un impegno ribadito nella relazione dei commissari giudiziali del 2022.

Dunque, “l’azione di responsabilità costituisce atto necessario e coerente con gli obblighi derivanti dalla procedura concordataria”. Al momento, si legge ancora, “tutti i convenuti si sono costituiti in giudizio, chiedendo il rigetto della domanda di arbitrato; alcuni di essi hanno inoltre richiesto la condanna di Casinò Campione per responsabilità aggravata” e “solo numero due convenuti hanno provveduto al versamento della propria quota del fondo iniziale”.

Nell’atto si evidenzia che “il Cda della Società Casinò, valutata la situazione anche alla luce dei pareri legali e dei commissari del concordato, ha giudicato opportuno e conveniente riproporre le medesime azioni proposte in arbitrato avanti al Tribunale di Milano” e si considera che al momento tre convenuti “hanno proposto di transigere la controversia e che la Società Casinò ha ritenuto meritevole di accettazione l’accordo in corso di definizione“.

Nell’atto di indirizzo si ritiene opportuno e corrispondente “all’interesse pubblico di riproporre” le azioni di responsabilità avanti al Tribunale di Milano, “anche al fine di destinare i proventi della predetta azione al soddisfacimento dei creditori del concordato e quindi dello stesso Comune di Campione d’Italia, ferma restando la preventiva verifica da parte competente della società di eventuali prescrizioni e con l’invito al contenimento dei costi”.

LA MODIFICA ALLA CONVENZIONE – Il consiglio comunale è anche chiamato a integrare e modificare la convenzione vigente con il Casinò, così da “definire l’entità del contributo annuale da versare” all’ente, da “disciplinare e individuare le modalità del piano di riparto del credito postergato in favore di questo ente”, nonché per “inserire nei rapporti convenzionali la possibilità per la Società – quale società benefit – di avere la facoltà di rendersi donatrice e/o promotrice di enti del terzo settore” e “garantire un costante equilibrio economico finanziario della Società riguardante le spese del personale”, come pure “garantire maggiore chiarezza e stabilità nei reciproci impegni”.

In particolare, è previsto che il Casinò versi al Comune 2,5 milioni di euro nel 2026, 3 nel 2027 e 2028, 3,5 nel 2029, 3,5 nel 2030 e 2031.

Per quanto invece attiene il personale, la modifica testuale proposta è questa: “Resta inteso al riguardo che nell’ottica di garantire un costante equilibrio economico-patrimoniale della Società, il totale del costo annuo del personale, di cui alla voce B.19 del bilancio, così come determinato nel rispetto del dettato 2425 del codice civile, non potrà essere superiore al 28,50 percento dei proventi da gioco realizzati dalla Casa da gioco nell’esercizio di riferimento“.

LA FONDAZIONE – Ultimo punto relativo al Casinò è l’atto di indirizzo “in ordine alla fattibilità di studio e costituzione di una fondazione a sostegno dello sviluppo sociale della comunità locale“.
Secondo l’atto di indirizzo al voto, la Società dovrebbe procedere allo studio di fattibilità per la costituzione di una Fondazione senza scopo di lucro che si occupi di “sostenere interventi di supporto alle fasce più deboli della popolazione anche alla luce della svalutazione dell’euro rispetto al franco”, “promuovere iniziative atte a contribuire al miglioramento della qualità della vita della comunità locale e allo sviluppo di quella culturale, anche attraverso borse di studio e formazione per giovani” e “reperire risorse e finanziamenti da terzi, altrimenti non accessibili da questo ente e dalla propria partecipata, al fine di perseguire le proprie finalità”.
La sua dotazione finanziaria “dovrà essere valutata in modo sostenibile, nel rispetto degli equilibri economico-finanziari della Società, prevedendo eventualmente contributi annuali proporzionati ai risultati di gestione”.