Esports e scommesse, il caso Milkyway: accuse di match fixing e assoluzione ufficiale

Dalle accuse alle indagini: il caso Milkyway riaccende il tema match fixing negli esports globali.

Nel pieno della crescita globale degli esports, tra investimenti sempre più consistenti e il peso crescente delle scommesse, il caso del giocatore di League of Legends Cai “Milkyway” Zijun offre uno spaccato concreto delle tensioni che attraversano il settore. Una vicenda iniziata con accuse pesanti e chiusa, dopo mesi, con un’assoluzione completa da parte delle autorità.

Tutto comincia con il comunicato ufficiale di FunPlus Phoenix, che annuncia la sospensione immediata del giocatore in seguito a una segnalazione interna legata a possibili violazioni dell’integrità competitiva. Il team parla di un intervento tempestivo e chiarisce di aver “preservato tutte le prove e collaborato con le autorità”, trasmettendo il caso anche alla lega. Le accuse riguardano un presunto sistema di leak di informazioni sensibili, come le scelte di draft, che avrebbero potuto influenzare il mercato delle scommesse.

Milkyway respinge subito ogni addebito. In una dichiarazione pubblica definisce le accuse “prive di fondamento” e annuncia di aver avviato azioni legali per tutelare la propria reputazione. Il caso passa quindi all’esame della polizia di Shanghai, segnando un livello di intervento sempre più vicino a quello dello sport tradizionale.

L’esito arriva a fine marzo 2026 ed è netto. Secondo quanto comunicato al termine delle indagini, “non esiste alcuna prova di match fixing o leak” e i materiali circolati online risultano “privi di base fattuale”. Le chat utilizzate per accusare il giocatore vengono ritenute non attendibili, in alcuni casi manipolate. Dopo la decisione, Milkyway ringrazia gli investigatori per il lavoro svolto e ribadisce la volontà di tornare alla competizione.

Il caso si chiude così con un’assoluzione, ma si inserisce in un contesto più ampio e tutt’altro che isolato. Nelle stesse settimane, la League of Legends Pro League ha confermato sanzioni durissime in procedimenti paralleli legati al match fixing, a dimostrazione di un fenomeno reale e monitorato.

La vicenda mette in evidenza un doppio livello di rischio: da un lato la presenza concreta di manipolazioni legate al betting, dall’altro la possibilità che accuse non verificate si diffondano rapidamente, compromettendo carriere e credibilità. In mezzo, un sistema che sta rafforzando controlli e procedure, ma che deve ancora trovare un equilibrio tra sviluppo economico e tutela dell’integrità competitiva.

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