Sanzione su divieto pubblicità giochi, CdS rinvia udienza in attesa della Cjeu

Udienza in Consiglio di Stato sulla sanzione a un operatore online per il divieto di pubblicità di giochi, ma disposto il rinvio in attesa della pronuncia della Corte di giustizia europea.

 

Rinvio al semestre 2026, così da aspettare il pronunciamento della Corte di giustizia europea. Questa la decisione presa oggi 19 marzo dal Consiglio di Stato, chiamato a discutere il ricorso presentato contro la sanzione da 388mila euro comminata dall’Agcom a un operatore del gioco online per violazione del divieto di pubblicità previsto dal decreto Dignità. La decisione, come riporta Agimeg, è maturata al termine dell’udienza odierna, nel corso della quale è emersa l’esigenza di attendere un chiarimento da parte della Corte di Giustizia dell’Unione europea.

Aspetto centrale del contenzioso è la definizione del perimetro di responsabilità delle piattaforme digitali rispetto ai contenuti pubblicati dagli utenti, oltre alla proporzionalità delle sanzioni previste in materia di pubblicità del gioco.

La vicenda riguarda un operatore online, Vincitù, che aveva siglato accordi con la società maltese Top Ads Ltd per la promozione dei siti Wincasino.it e Betroom.it, attraverso l’attività di un content creator. Secondo l’Autorità, tali intese – pur formalmente qualificate come contratti commerciali – avrebbero avuto una chiara finalità promozionale, configurandosi quindi come pubblicità vietata, in quanto mirate ad aumentare la visibilità dei giochi e il volume delle giocate.
Come noto, le linee guida Agcom distinguono tra comunicazioni informative lecite e contenuti promozionali vietati. Proprio su questa base, la sanzione ha riguardato i soli accordi ritenuti effettivamente pubblicitari, ossia due contratti su trenta complessivi, ed è stato applicato il 20 percento del valore economico attribuito alle attività promozionali oggetto di contestazione, quantificate in circa 1,94 milioni di euro.

La parola passa ora alla Corte di giustizia europea, così da avere elementi in più sulla qualificazione delle responsabilità delle piattaforme sia sull’impianto sanzionatorio previsto dalla normativa italiana in materia di pubblicità del gioco.

 

Foto di Estée Janssens su Unsplash