Relazione programmatica su partecipazione Italia all’Ue, focus su match fixing e videogiochi

Nella Relazione programmatica sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea del ministro Tommaso Foti si parla anche di contrasto al match fixing e di videogiochi.

 

Focus deciso sul contratto al match fixing e un passaggio pure sui videogiochi, nella Relazione programmatica sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea, presentata al Parlamento dal ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le politiche di coesione Tommaso Foti.

Un capitolo della relazione è infatti dedicato alla tutela dell’integrità delle competizioni sportive che, si legge, “rappresenta un elemento fondamentale delle politiche europee dedicate alla protezione delle istituzioni democratiche, alla prevenzione delle frodi e al contrasto delle interferenze che minano la fiducia dei cittadini nei sistemi sociali ed economici”.

A tale proposito “il Governo, nel 2026, continuerà a porre particolare attenzione alla necessità di rafforzare gli strumenti di prevenzione delle pratiche sleali, di contrastare i fenomeni fraudolenti, di tutelare i consumatori e di promuovere un ambiente regolamentare più sicuro e trasparente. Queste priorità si intrecciano direttamente con le dinamiche che interessano il settore sportivo, dove manipolazioni, interferenze esterne e comportamenti corruttivi, inclusa l’assunzione di sostanze non consentite, possono compromettere la correttezza delle gare alterando i risultati e generando sfiducia nel pubblico”.
In questo contesto, “l’integrità sportiva assume un ruolo cruciale per garantire competizioni eque, tutelare la credibilità dello sport e proteggere atleti, società e tifosi da pressioni indebite o da fenomeni connessi alla criminalità organizzata ed alle frodi collegate alle scommesse”.

Tale tema “è affrontato, anche a livello europeo e internazionale, con particolare riferimento alla cooperazione promossa nel quadro del Consiglio d’Europa ed alle iniziative sviluppate in materia di prevenzione della manipolazione delle competizioni. Un allineamento efficace tra politiche nazionali e orientamenti europei consente di rafforzare i meccanismi di prevenzione, migliorare la capacità di individuazione dei rischi e consolidare una cultura dell’integrità diffusa tra tutti gli attori coinvolti”.
Le azioni individuate “saranno finalizzate a rafforzare la capacità del sistema sportivo italiano di prevenire, individuare e contrastare i fenomeni che minacciano l’integrità delle competizioni, attraverso un coordinamento stabile tra istituzioni nazionali, organismi sportivi ed attori europei competenti. Verranno promosse iniziative finalizzate a migliorare gli strumenti di segnalazione ed a favorire la cooperazione tra soggetti impegnati nel contrasto alle frodi sportive, anche in relazione alle scommesse.
Particolare attenzione sarà dedicata alla sensibilizzazione di atleti, tecnici, dirigenti e società sportive, con l’obiettivo di diffondere una cultura della prevenzione e di favorire comportamenti responsabili, specie nell’ambito del contrasto al doping nello sport”.

Sarà, inoltre, rafforzato “il raccordo con le iniziative promosse a livello europeo, incluse quelle sviluppate nell’ambito del Consiglio d’Europa, per favorire lo scambio di esperienze, la definizione di standard condivisi e la partecipazione italiana alle attività di cooperazione internazionale. Le azioni comprenderanno, infine, ponendo particolare attenzione allo sviluppo di attività di comunicazione istituzionale e di strumenti educativi utili a promuovere la trasparenza e la consapevolezza dei rischi legati alla manipolazione delle competizioni”.

Diversi i risultati attesi: “rafforzamento della capacità degli organismi sportivi e delle istituzioni nazionali di prevenire ed individuare comportamenti lesivi dell’integrità delle competizioni; maggiore diffusione della cultura della legalità e della prevenzione; incremento della cooperazione tra il sistema sportivo italiano, le autorità competenti e gli organismi europei e internazionali impegnati nella tutela dell’integrità sportiva; crescita della fiducia del pubblico e degli stakeholder nella regolarità delle attività sportive anche attraverso una comunicazione chiara e iniziative di educazione ed azioni di sensibilizzazione dedicate”.

Di videogiochi si parla invece nel capitolo dedicato al Prossimo Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034 – AgoraEu, dove si sottolinea che “risulta prioritario sostenere e consolidare l’attuale dotazione finanziaria del programma, al fine di garantire un adeguato supporto alle industrie culturali e creative (Icc).

Tra queste, merita una particolare attenzione il settore del cinema e dell’audiovisivo, comparto strategico per la competitività europea e al tempo stesso strumento di promozione dell’identità e dei valori dell’Unione. In un contesto globale in profonda trasformazione, caratterizzato dalla forte presenza di grandi operatori extraeuropei – con i primi tre player internazionali di origine statunitense – il settore audiovisivo europeo necessita di misure di sostegno mirate. In tale prospettiva, appare opportuno prevedere un capitolo di finanziamento dedicato al cinema e all’audiovisivo, distinto da quello riservato all’informazione e ai videogiochi, così da rispondere in modo più efficace alle specificità e alle esigenze del comparto”.

 

foto tratta dalla pagina Facebook di Tommaso Foti