Il Tar del Lazio interviene ancora sulla tassa da 500 milioni e sui criteri di ripartizione della stessa tra i soggetti della filiera delle slot e delle Vlt.
Con una nuova, ennesima, sentenza, il Tar del Lazio interviene ancora sulla tassa da 500 milioni di euro prevista dalla legge di Stabilità per il 2015 e sui criteri utilizzati dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli nel ripartire l’importo tra i soggetti della filiera delle slot e Vlt.
E lo fa, ancora una volta, dichiarando “inammissibile per difetto di giurisdizione, relativamente alla domanda di annullamento promossa avverso le succitate note dei concessionari, spettando per la predetta domanda la giurisdizione al giudice ordinario, presso cui l’odierno giudizio, in parte qua, potrà essere riassunto, ai sensi e nei termini di cui all’art.11, co.2 cpa” e respingendo, “in quanto infondato, relativamente alla domanda di annullamento promossa avverso il succitato (nella sentenza Ndr) decreto del direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli.
Anche in questa sentenza, il Tar del Lazio sottolinea che “a seguito della disciplina introdotta dall’art.1, co.921 L.n.208/2015, l’effettiva incidenza del tributo, all’interno della filiera, è proporzionale alla quota di compenso detenuto dal singolo operatore economico (gestore incluso), talché, nell’ambito del relativo rapporto (come detto, di natura privatistica, come tale devoluto alla cognizione del giudice ordinario), la quota di tributo ascrivibile ai concessionari dovrà essere ripartita in modo proporzionale al compenso che ciascuna società ricorrente ritrae dall’attività sulla base degli accordi già sottoscritti per l’annualità 2015. In tale sede e contesto, quindi, (in conformità agli accordi liberamente sottoscritti dalla parte) potrà essere apprezzata la differente redditività degli apparecchi”.
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