I consiglieri di Campione 2.0 Simone Verda e Gianluca Marchesini prendono nuovamente posizione sull’arbitrato del Casinò e sul discusso stato di dissesto del Comune.
L’ARBITRATO – I due consiglieri commentano la recente sospensione dell’arbitrato avviato dal Casinò, ricordando come avessero presentato in consiglio comunale una mozione “con la quale chiedevamo al sindaco (Roberto Canesi Ndr), presente in assemblea della società del Casinò come socio , sentite a maggior ragione le sue perplessità sulla chiamata in causa di 17 ex amministratori il cui operato era palesemente prescritto, di porre fine all’azione per contenere quantomeno le spese. Il voto della mozione è stato contrario e ha dato il via definitivo anche da parte del consiglio comunale e la Giunta al casino al procedimento del Lodo arbitrale. Oggi la Camera arbitrale ha sospeso l’arbitrato quando è palese, ai sensi del regolamento, che si è chiuso il 30 gennaio scorso in quanto la proroga concessa fino al 24 febbraio è avvenuta su richiesta del Casinò il 2 febbraio, a termini scaduti“. In merito poi alla ventilata ipotesi di adire al tribunale ordinario, Verda e Marchesini sottolineano che “nessuno ha obbligato la società ad andare in arbitrato per ‘azioni di responsabilità'” e che risulterebbe loro che “il Tribunale di Como dal 15.12.25 si sia riservato senza sciogliere ancora ad oggi la riserva in merito al concordato e che non abbia dato consenso alla spesa superiore ai 200 mila euro”, mentre non sono a conoscenza se “sia stata richiesta autorizzazione al Tribunale per l’azione stessa”.
Verda e Marchesini sconsigliano in ogni caso di “intraprendere anche l’azione per via ordinaria per non aumentare in modo troppo elevato i risarcimenti danni ai convenuti che inevitabilmente saranno richiesti per il lodo ormai chiuso ed eventuale giudizio in via ordinaria”.
IL DISSESTO – I due consiglieri di opposizione intervengono nuovamente anche sullo stato di dissesto del Comune, alla luce della divergenza di opinioni (che poi dovrebbero essere “fattuali” e non opinioni) se lo stesso sia o meno perdurante.
“Il Ministero dice che i conti comunali sono a posto, la Corte dei conti prende Campione d’Italia come esempio di conti in disordine gravissimo dichiarandolo nel giorno dell’inaugurazione dell’anno giudiziario del 2026. Siamo perplessi: nemmeno il Ministero e il prefetto si adeguano ai giudici contabili, gli unici organi che hanno l’ultima e unica parola sulla materia contabile e finanziaria degli enti locali”. Verda e Marchesini fanno poi un passo indietro nella narrazione ritenendo, in riferimento all’ultima delibera della Corte dei conti lombarda sul dissesto che il sindaco si fosse “permesso di non comunicare la presa atto della Corte dei conti del 5.12.25 con intimazione di portarla in consiglio comunale entro 30 giorni . Non solo non è stata messa all’ordine del giorno ma il 7.1.26 fa approvare il bilancio dal consiglio comunale come se nulla fosse il bilancio di previsione 26/28. A fine mese di gennaio 26 il gruppo di minoranza scopre l’ordinanza tenuta nascosta attraverso la ricerca nel sito della Corte dei conti. A questo punto il sindaco è stato costretto a convocare il consiglio comunale a fine febbraio per adempiere in ritardo all’ordine della corte dei conti con approvazione del consiglio con l’assenza e voto del sindaco stesso”.
Verda e Marchesini, che specificano di avere sempre votato contro gli atti in consiglio comunale sul dissesto “per i motivi che ora la Corte dei conti ha sempre più evidenziato e a differenza dei voti favorevoli della maggioranza e degli altri componenti dei gruppi indipendenti”, ritengono che “il paese e la sua popolazione” abbiano “il diritto e devono sapere in che condizioni versa il Comune a tutela della gente stessa e anche di chi oggi si sta democraticamente candidando per le prossime amministrative ma sono all’oscuro di ciò che troveranno in Comune da amministrare e quali enormi problemi dovranno affrontare tutti”.





