Gli operatori del settore finanziano l’autorità di regolazione del gioco: definiti i contributi annuali per le diverse licenze.
Il governo del Belgio ha adottato un decreto reale che stabilisce i contributi dovuti dagli operatori del settore del gioco per finanziare la Commission des jeux de hasard, l’autorità nazionale di regolazione del comparto. Il provvedimento riguarda l’anno 2026 ed è stato approvato su proposta della ministra della Giustizia Annelies Verlinden.
Secondo quanto comunicato dal governo federale, il decreto definisce l’ammontare dei contributi che i titolari di licenze di gioco devono versare per coprire le spese di funzionamento, di personale e di installazione della Commissione giochi e del suo segretariato.
Il provvedimento prevede un aumento del 15% dei contributi rispetto agli anni precedenti, misura destinata a sostenere l’incremento dei costi operativi e di gestione dell’autorità di controllo.
Il sistema riguarda diverse categorie di licenze, tra cui A, A+, B, B+, C, E, F1, F1+ e F2, che identificano le varie tipologie di operatori del mercato del gioco e delle scommesse. I contributi vengono stabiliti ogni anno e servono a sostenere le attività di vigilanza e regolazione dell’autorità pubblica.
La misura si inserisce nel quadro della legge del 7 maggio 1999 sui giochi di hasard, le scommesse e la protezione dei giocatori, che prevede la partecipazione economica degli operatori autorizzati ai costi dell’ente regolatore. Il decreto reale applica quindi questa disposizione per l’esercizio 2026, definendo le quote dovute da ciascuna categoria di licenza.
La Commission des jeux de hasard è l’organismo incaricato di controllare il mercato del gioco legale in Belgio, rilasciare le licenze agli operatori, monitorare il settore e garantire il rispetto delle norme a tutela dei giocatori.





