Tutto sui casinò in breve: le operazioni di sala

L’analista di gaming Mauro Natta fornisce una disamina completa sui casinò, partendo dalle operazioni di sala.

 

di Mauro Natta

Con l’intento di favorire la comprensione di alcune problematiche emerse nell’ultimo periodo mi permetto di approfondire alcune questioni piuttosto rilevanti secondo quello che è il mio personalissimo punto di vista, supportato da una lunga esperienza nel settore.

Data la complessità degli argomenti ho frazionato le mie considerazioni in 6 parti per non appesantire la lettura:

Parte 1 – Operazioni di sala

Parte 2 – Giocatori Vip

Parte 3 – Organizzazione Aziendale

Parte 4 – Modello Classico

Parte 5 – Organigramma Aziendale

Parte 6 – Qualità della Gestione

che verranno esposte distintamente, pur essendo strettamente collegate e conseguenti, lasciando al lettore la possibilità di mettere tutto in fila.

1 – OPERAZIONI DI SALA

Considerato che in un casinò tutte le “operazioni equivoche” in linea di massima possono avvenire solamente durante l’orario di apertura delle sale, il sistema più efficace per intercettare eventuali tentativi di speculazione ai danni della casa da gioco, malgrado il graduale inserimento di tecnologie sempre più avanzate e normative sempre più stringenti, rimane ancora e fino a prova contraria quello classico, il quale prevede che alcune movimentazioni e informazioni come quelle di seguito elencate:

  1. aggiunte ai tavoli da gioco
  2. crediti ai tavoli da gioco
  3. registrazione di titoli in entrata
  4. emissione di titoli in uscita
  5. valutazione dei clienti VIP
  6. elenco dei volumi di cambio proposti dai procacciatori per i propri clienti

(sui quali vengono liquidate le relative percentuali di spettanza)

debbano sempre essere trasmesse al dirigente preposto al presidio delle sale, affinché quest’ultimo possa eventualmente verificare e riscontrare in prima persona la correttezza dell’insieme delle operazioni che determinano una vincita o una perdita significativa.

Di norma il presidio delle sale viene assegnato al direttore giochi o suo delegato in quanto tale posizione facilita il monitoraggio dell’intero processo, non solo dal momento in cui vengono acquistati i mezzi di gioco al momento in cui gli stessi vengono convertiti in titoli, ma soprattutto nella fase intermedia, dove i mezzi di gioco transitano nei diversi tavoli.

Il compito è sicuramente favorito da fatto che questa specifica figura, oltre a conoscere a fondo le dinamiche del gioco d’azzardo e disporre di una propria struttura gerarchica di riferimento (Capi Tavolo, Ispettori e Assistenti di Direzione), può agevolmente utilizzare anche tutti gli strumenti garantiti dai reparti ausiliari al gioco (Sistemi Audiovisivi, software aziendali e banche dati in genere).

A mente che il gioco si concentra principalmente nelle fasce orarie che spesso non rientrano nel classico orario d’ufficio e che per forza di cose sovente il direttore giochi finisce per rappresentare la posizione più alta a livello gerarchico presente in azienda (in gergo: responsabile di struttura), passiamo ad analizzare a livello pratico i diversi scenari per cui questa scelta potrebbe rivelarsi la più funzionale:

  1. aggiunte ai tavoli da gioco

è necessario verificare, anche tramite i propri subalterni, quali sono state le evidenze che hanno determinato una sofferenza di gettoni al tavolo;

  1. crediti ai tavoli da gioco

è necessario verificare, anche tramite i propri subalterni, quali sono state le evidenze che hanno determinato ad un surplus di gettoni al tavolo;

  1. registrazione di titoli in entrata

è necessario verificare, anche tramite i propri subalterni, se il cliente segnalato sviluppa effettivamente un volume di gioco proporzionato ai mezzi di gioco acquistati;

  1. emissione di titoli in uscita

è necessario verificare, anche tramite i propri subalterni, se il cliente segnalato ha beneficiato di un volume di vincite compatibili con i mezzi di gioco portati all’incasso;

  1. valutazione dei clienti VIP

è necessario verificare, anche tramite i propri subalterni, se il livello di ospitalità attribuito al cliente, inserito nella lista opportunamente predisposta dal servizio competente, ha effettivamente sviluppato un volume di gioco adeguato alle aspettative;

 

  1. elenco dei volumi di cambio proposti dai procacciatori per i propri clienti

è necessario verificare, anche tramite i propri subalterni, se gli importi proposti dai procacciatori, quelli su cui viene calcolata la provigione spettante, corrispondono in linea di massima ai volumi di gioco espressi dai diversi giocatori, da essi stessi “presentati”, nello sviluppo delle rispettive attività di gioco.

Nell’applicare dei protocolli simili a quelli portati ad esempio, magari anche con l’ausilio occasionale dei sistemi audiovisivi nei casi più complicati da gestire, si raggiungerebbe infatti un “livello di guardia” ben più efficace rispetto ad altri metodi di controllo e si creerebbero delle buone occasioni per educare il personale di vertice al quelle che di solito vengono definite come “buone pratiche” (formazione quadri aziendali/assistenti di direzione).

Ovviamente le eventuali “anomalie” riscontrate durante i diversi turni di servizio dovranno doverosamente essere trasmesse, all’indomani, a chi detiene la responsabilità della Gestione Aziendale nel suo insieme, anche per quanto attiene agli aspetti amministrativi e contabili.

A chi non è del mestiere l’insieme delle “attenzioni” di competenza del direttore giochi potrebbe sembrare assai complesso da gestire ma nella realtà il tutto è molto più semplice di quanto appare infatti, per un tecnico di gioco esperto, la valutazione dell’attività di gioco dei diversi clienti presenti in sala richiede pochissimo tempo e rientra nella routine quotidiana. (segue)