Alessandro Lama, presidente di Federamusement, prende posizione sull’imminente riordino del gioco in denaro.
Il riordino del gioco fisico è imminente, con lo schema di decreto legislativo che dà attuazione a quanto prevede la Delega fiscale di cui si stanno mettendo a punto gli ultimi, ma importanti, dettagli.
In vista del completamento della riforma, il numero di marzo/aprile della rivista Ige Magazine, disponibile anche online, dedica ampio spazio a un approfondimento sulle attese e i timori degli operatori di gioco e delle associazioni che li rappresentano. Anche in riferimento al gioco senza vincita in denaro, escluso “eccellente”, pur se con un’esclusione ampiamente nota, dal processo di riforma.
La parola ad Alessandro Lama, presidente di Federamusement Confesercenti.
Il riordino del gioco fisico è alle porte, ma non si parlerà di amusememt. È un’occasione persa o non era proprio l’occasione adatta?
“Dal punto di vista del presidente di Federamusement Confesercenti, la risposta non può essere né semplicemente polemica né rassegnata.
Il riordino del gioco fisico che si profila senza includere l’amusement è, allo stesso tempo, un’occasione persa e la conferma che non si è ancora colto il momento giusto per affrontare seriamente il tema.
È un’occasione persa perché, ancora una volta, il legislatore sceglie di guardare al ‘gioco’ solo attraverso la lente del rischio e della vincita in denaro, dimenticando che esiste un intero comparto – quello del gioco senza vincite, dell’intrattenimento puro, delle macchine a tempo, abilità e divertimento – che nulla ha a che fare con le dinamiche problematiche che il riordino vorrebbe governare. Ignorarlo significa rinunciare a distinguere, a fare chiarezza, a valorizzare una filiera sana fatta di imprese, occupazione, presidio sociale e offerta ludica per famiglie, giovani e turisti.
Ma, allo stesso tempo, dobbiamo riconoscere che forse non era questa l’occasione adatta. Il riordino del gioco fisico nasce con una finalità precisa: mettere ordine in un settore complesso, stratificato e fortemente condizionato dalla presenza del denaro. Inserire l’amusement in questo perimetro, senza una visione dedicata, avrebbe rischiato di trascinarlo in un impianto normativo non suo, appesantendolo di vincoli, adempimenti e stigma che non gli appartengono.
Ed è proprio qui che emerge una contraddizione che va detta con chiarezza. Con l’Agenzia delle dogane e dei monopoli esiste da tempo un tavolo tecnico aperto sull’amusement, un luogo di confronto serio e continuo, che ha raggiunto importanti livelli di concertazione. Su definizioni, perimetri, esigenze di controllo e proporzionalità delle regole, il dialogo con l’amministrazione è stato costruttivo e responsabile. Questo dimostra che, quando c’è volontà tecnica e competenza, soluzioni equilibrate sono possibili.
Ciò che oggi manca non è il lavoro preparatorio, né il confronto con l’autorità amministrativa. Manca la spinta politica. È la politica che fatica a riconoscere l’amusement come un comparto autonomo, che continua a confonderlo con il gioco con vincita in denaro o, peggio, a considerarlo un tema secondario, non prioritario. Questo immobilismo rischia di vanificare il lavoro fatto e di lasciare imprese e operatori in una zona grigia normativa che non giova a nessuno.
Il punto vero, allora, non è l’assenza dell’amusement dal riordino, ma l’assenza di una scelta politica sull’amusement. Da troppo tempo il gioco senza vincite vive in una terra di mezzo: non è gambling, ma viene spesso trattato come se lo fosse; non è solo spettacolo, ma non viene riconosciuto come industria dell’intrattenimento con un proprio valore economico e sociale.
Come Federamusement Confesercenti, il nostro obiettivo non è entrare a tutti i costi in un riordino che non ci rappresenta, ma trasformare il lavoro tecnico già svolto in una decisione politica chiara. Un quadro normativo dedicato, coerente con la natura dell’amusement, capace di tutelare i consumatori, sostenere le imprese e valorizzare un’offerta di gioco sano, accessibile e socialmente responsabile.
Se questa non era l’occasione giusta, allora lavoriamo perché la prossima lo sia davvero. Ma una cosa deve essere chiara: le basi ci sono, il confronto esiste, le soluzioni sono mature. Ora serve che la politica faccia la sua parte.”
Il riordino del gioco fisico “aiuterà” l’amusement, lo danneggerà o sarà ininfluente?
“La risposta più onesta è questa: il riordino del gioco fisico, così come si sta delineando, sarà sostanzialmente ininfluente per l’amusement.
E questa, più che una buona notizia, è un’occasione mancata.
Non lo aiuterà, perché l’amusement non è dentro il perimetro del riordino: non viene riconosciuto, definito, né valorizzato. Non c’è una visione che distingua chiaramente il gioco senza vincite in denaro dal gambling, né un impianto normativo che dia certezze agli operatori dell’intrattenimento puro. In altre parole, il riordino non produce benefici diretti per il settore.
Ma, almeno nell’immediato, non lo danneggerà neppure, ed è un punto che va detto con chiarezza. Restare fuori da un riordino pensato per il gioco con vincita in denaro evita all’amusement il rischio di essere schiacciato dentro logiche che non gli appartengono: concessioni, distanziometri, limiti quantitativi e un approccio emergenziale che nasce per tutt’altro tipo di offerta. Da questo punto di vista, l’esclusione è quasi una forma di tutela passiva.
Il vero problema è che l’ininfluenza non è una strategia.
Lasciare l’amusement ‘così com’è’ significa perpetuare l’incertezza, mantenere un quadro frammentato, esposto a interpretazioni locali, contenziosi e interventi disomogenei. Significa continuare a chiedere alle imprese di investire, innovare e creare occupazione senza offrire regole chiare e stabili.
In sintesi: non aiuterà, perché non riconosce né struttura il settore; non danneggerà, perché evita di trascinarlo in un riordino non coerente; sarà ininfluente, ma l’ininfluenza, nel lungo periodo, è essa stessa un problema.
Per questo, come Federamusement Confesercenti, continuiamo a dire che l’obiettivo non è ‘entrare’ nel riordino del gambling, ma uscire definitivamente dall’ambiguità e ottenere un quadro normativo autonomo per il gioco senza vincite in denaro. Ora le condizioni tecniche ci sono. Serve una scelta politica.”
Che cosa chiedete al legislatore e al regolatore?
“Dal punto di vista di Federamusement Confesercenti, la richiesta al legislatore e al regolatore (Adm) è chiara, concreta e ormai matura. Non chiediamo scorciatoie né deregulation, ma regole giuste, coerenti e dedicate a un settore che non può più restare in una zona grigia.
Che cosa chiediamo al legislatore: un riconoscimento normativo autonomo dell’amusement. Il gioco senza vincite in denaro deve essere finalmente distinto, in modo esplicito e stabile, dal gioco con vincita. Servono definizioni chiare in legge che riconoscano l’amusement come attività di intrattenimento, non come sottospecie del gambling.
Poi, un intervento legislativo dedicato, non residuale. Non chiediamo di essere ‘aggiunti’ al riordino del gioco fisico, ma di avere un percorso normativo proprio, coerente con la natura del settore, che valorizzi il lavoro tecnico già svolto e dia certezze a imprese e operatori.
Ancora, proporzionalità delle regole. Le norme devono essere commisurate al rischio reale dell’attività. Applicare all’amusement logiche emergenziali nate per il gioco con vincita in denaro è un errore che penalizza un’offerta sana, familiare e socialmente sostenibile.
Altra richiesta, certezza giuridica e uniformità sul territorio. Basta interpretazioni difformi a livello locale. Chiediamo un quadro chiaro che impedisca regolamenti comunali o regionali di assimilare impropriamente l’amusement al gambling, creando disparità e contenziosi.
Infine, una visione industriale del settore. L’amusement è impresa, occupazione, innovazione, turismo e rigenerazione urbana. Chiediamo che venga considerato per quello che è: una componente dell’economia dell’intrattenimento, non un problema da tollerare.”





