Dati e trend casinò, nostalgia del passato ma controllori sanremesi in soccorso

L’analista di gaming Mauro Natta torna a sottolineare l’importanza di una puntuale disamina dei dati sui casinò, trend compresi.

 

di Mauro Natta

Quante volte mi sono visto a rimpiangere l’epoca nella quale Federgioco informava sul trend del mercato nazionale? Non le rammento, ma sono state molte.

Ora, spesso e volentieri, cito il lavoro che tutti possono trovare in internet relativo al trend del Casinò di Sanremo a cura dei controllori comunali che, sino al 2022 mi pare, pubblicavano i risultati netti delle altre case da gioco italiane corredati da quote di mercato e presenze; il tutto corredato da altri elementi specifici e relativi al Casinò municipale.

Mi sono, spesse volte, adoperato a indicare la conoscenza del mercato nazionale quale utilità pratica al servizio di una ricerca che le aziende del settore potevano effettuare nell’intento di procedere ad uno studio in merito alla politica produttiva. Certamente da collegare alla stagionalità e altri fattori geografici specifici rilevabili anche dalle presenze.

Non posso negare che il richiamato elaborato relativo al Casinò di Sanremo è confortato da indicazioni annuali che, tra l’altro, possono concedere, pur se riferiti a un lungo periodo, una indicazione garbatamente particolare.

Che prevale sul controllo della regolarità del gioco e, avvicinandosi a una caratteristica piuttosto gestionale, potrebbe rappresentare una sicura metodologia da seguire, sicuramente per periodi più brevi come mi trovate a sostenere.

Negli ultimi anni non si è notato nell’apprendere i risultati mensili dei casinò italiani, altro che il raffronto con lo stesso mese dell’anno precedente, il numero delle presenze, il progressivo annuale dei proventi netti confrontato nello stesso modo del mensile e l’incidenza dei proventi slot sul totale.

Qualche volta possiamo leggere quali sono i giochi da tavolo che vanno bene e quali in sofferenza; non vedo come possano considerarsi segreti da mantenere se vanno a beneficio del mercato che, magari, preoccupato per i costi non si sente sicuro negli investimenti e dal relativo ritorno.

Non posso omettere che la concorrenza del gioco online, delle tante occasioni per giocare da casa o dal bar, che i costi dei trasporti potrebbero incidere, speriamo per poco tempo, sulle presenze, pesando sul mercato e potrebbero gravare anche sull’occupazione diretta e dell’indotto. Mentre, invece, le case da gioco sono state istituite con bel altre motivazioni a datare dal 1927.

Non mi è possibile consigliare un gioco anziché un altro ma le gestioni hanno a disposizione tutti o quasi gli elementi atti a valutare l’adeguamento dell’offerta alla domanda.

Non si può pretendere, se non con un accorgimento che spesso mi ritrovo a suggerire e che ritengo utilissimo per numerosissime ragioni mirate, in primis, alla produzione e alla qualità della stessa, sia la soluzione dei problemi, ma sono certo che una più dettagliata esposizione dei ricavi mensili, tanto da poter disporre delle risultanze del mercato nazionale consultabili al solo scopo di agire il più opportunamente possibile.

Un fatto a supporto di quanto precede mi fa ritornare a quanto mi occupavo, nel sindacato, a predisporre per poi metterla in bacheca, e stilare una doppia tabella che riportava il trend del mercato domestico e quello delle altre case da gioco; tutti, a giudicare dai lettori, lo ritenevano utile.

Oso pensare che possa esserlo ancora e mi auguro che l’invito venga accolto in quanto, spero non solo per me e pochi altri, lo ritengono utile e, con l’impiego dei mezzi moderni, di semplice applicazione.