L’analista di gaming Mauro Natta esamina il tema del ritorno degli investimenti e della multifunzionalità nei casinò.
di Mauro Natta
Non rammento quante volte ho scritto di investimenti e del relativo ritorno, delle ricerche di mercato nazionale e specialmente quello domestico consigliando di spingersi sino a tener presente la tipologia di giornata, se non anche l’orario.
Probabilmente è stata un’esagerazione, ma era mirata alla considerazione del risultato lordo di un gioco non soltanto sulla base delle presenze e quant’altro sino a comprendervi i servizi alla clientela e non solo nella qualità.
Ritorno all’analisi del risultato lordo e alla rilevanza dei relativi componenti, in particolare la vicinanza con un tavolo ove si pratica un gioco differente o uguale, alla quantità dei contanti che i giocatori cambiano direttamente al tavolo da gioco arrivando a tener conto della distanza tra il tavolo in questione e la cassa di sala.
Certamente per i non pratici quest’ultima annotazione potrebbe sembrare eccessiva e meritevole di una semplicissima domanda rispondendo alla quale troverete, come si usa in diritto, la ratio relativa: avete mai visto una cassa di sala vicino all’uscita o, piuttosto, il contrario?
Il giocatore che passa, ad esempio, vicino a un tavolo di roulette francese e vede uscito il sette è facilmente attratto a giocare il 29 o qualcosa di simile; se la cassa è vicina all’uscita ciò è molto più difficile.
Non si può negare che quanto narrato quale eventualità sia una regola ma, senza alcun dubbio, con una cassa vicina all’uscita non si potrebbe realizzare minimamente.
Allargando il discorso e relazionandomi con un mio precedente articolo passo a disquisire di investimenti mirati all’incremento della qualità delle presenze e, conseguentemente del gioco.
Ritengo che la precedente narrazione sia indirizzata a comprendere come nell’esame accurato della produzione dalla quale una gestione trova conforto e guida nella politica produttiva, non possano essere trascurati i parametri di seguito evidenziati.
Incidenza dei proventi slot sul totale dei ricavi netti di gioco che a mio parere e non solo non dovrebbe discostarsi, al massimo, dal 60 percento, rendimento lordo di un tavolo in rapporto al relativo posizionamento nella sala giochi, l’offerta da adeguare alla domanda e la qualità dei servizi offerti alla clientela.
Non potevo ignorare ciò, che cercando di non tediare, ho spesso e volentieri consigliato con l’adozione di un corso di aggiornamento continuo per impiegati di gioco con l’obiettivo dichiarato di preparare il personale tramite una preparazione multifunzionale.
Tale metodologia applicata, che mi sono permesso di denominare multifunzionalità, in una casa da gioco la si può ragionevolmente ritenere come un servizio alla clientela nel quale la professionalità non solo risponde alle esigenze derivanti dalla domanda ma consente di offrire la più rilevante delle qualità da offrire alla clientela, in specie quella di qualità: la competenza e serietà dell’addetto che, e non è di poco conto, si tratta di un investimento che ha un costo indubbiamente minore del relativo ritorno.
Foto di Eyestetix Studio su Unsplash




