Gioco, Corte dei Conti: ‘Il mancato riversamento dei proventi è un danno erariale’

Nella prefazione della relazione si richiama il ruolo costituzionale della Corte, fondata sulla sinergia tra controllo e giurisdizione.

 

Nel corso della cerimonia di apertura dell’anno giudiziario, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, è stata presentata la Relazione della Corte dei Conti sulle attività del 2025. La Corte, presieduta da Guido Carlino, con riguardo al settore giochi ha posto l’accento sulla responsabilità dei concessionari: il corretto riversamento dei proventi nel gioco pubblico non è soltanto un obbligo contabile ma un elemento fondamentale che contribuisce alla legalità del settore.

Nel documento, si legge come il mancato riversamento dei proventi da terminali di gioco costituisce un danno erariale, “pari all’intero ammontare dei proventi delle giocate risultanti dall’estratto conto del concessionario, al netto di aggi, vincite e annullamenti, maggiorato di interessi legali e sanzioni e diminuito dell’importo della cauzione escussa (sentenza n. 78/2025, Basilicata)”. L’obbligo di riversamento rimane indipendente dall’effettiva riscossione e dai motivi dell’omesso incasso, salvo prova della non imputabilità, spiega la relazione.

Inoltre è stato approfondito il concetto di “danno da disservizio”, comprendente condotte che incidono sulla qualità o sull’esecuzione del servizio pubblico. Il mancato riversamento delle giocate, oltre al danno patrimoniale, integra anche un danno da disservizio, equamente quantificato nell’aggio indebitamente trattenuto nelle settimane contabili oggetto di verifica.