La Commissione Ue chiude l’esame: Madrid può adottare il decreto su licenze, garanzie e limiti di deposito.
La Spagna difende la propria riforma sul gioco online, respinge le obiezioni di Malta e ottiene il via libera della Commissione europea. Si chiude così la procedura di esame avviata nell’ambito del sistema TRIS previsto dalla direttiva (UE) 2015/1535, attraverso cui Bruxelles verifica la compatibilità delle normative nazionali con il diritto dell’Unione.
Il progetto, notificato nell’autunno 2024 dal Ministero del Consumo tramite la Dirección General de Ordenación del Juego (Dgoj), modifica il Real Decreto 1614/2011, attuativo della legge 13/2011 sulla regolazione del gioco, intervenendo su licenze, garanzie finanziarie e limiti di deposito nel settore online. L’obiettivo dichiarato è rafforzare i meccanismi di tutela dei giocatori e rendere più efficace il sistema di controllo pubblico sul mercato digitale del gambling.
Durante il periodo di standstill previsto dalla procedura europea, Malta ha presentato un parere circostanziato sollevando dubbi sulla compatibilità di alcune disposizioni con i principi della libertà di stabilimento e della libera prestazione dei servizi nel mercato interno. In particolare, le critiche hanno riguardato l’obbligo per gli operatori privi di sede in Spagna di nominare un rappresentante permanente nel Paese e le modalità con cui devono essere prestate le garanzie finanziarie per ottenere e mantenere la licenza.
La replica di Madrid è stata netta. Sul rappresentante permanente, il governo spagnolo ha chiarito che non si tratta di un obbligo di stabilimento né dell’apertura di una sede operativa, ma esclusivamente della nomina di un soggetto incaricato di ricevere notifiche amministrative, sia fisiche sia elettroniche. Secondo le autorità spagnole, la misura ha una funzione puramente amministrativa e garantisce certezza nelle comunicazioni tra operatori e autorità di vigilanza, senza limitare l’accesso al mercato.
Quanto alle garanzie finanziarie, Malta aveva contestato il requisito che queste siano rilasciate da enti autorizzati a operare in Spagna, ritenendolo potenzialmente restrittivo per il mercato interno dei servizi finanziari. Madrid ha replicato che le garanzie possono essere fornite anche da istituti non spagnoli, purché abilitati a operare nel territorio nazionale. La condizione, sostiene il governo, è necessaria per assicurare che le garanzie siano effettivamente escutibili in caso di sanzioni o mancato pagamento delle vincite, a tutela dei giocatori e dell’ordine pubblico economico.
Nella risposta trasmessa alla Commissione europea, la Spagna ha ribadito di non voler introdurre restrizioni discriminatorie, ma di esercitare la propria competenza regolatoria nel rispetto dei principi di proporzionalità e interesse generale. La tutela dei consumatori e l’efficacia dei controlli pubblici restano al centro della riforma, che punta a rafforzare il sistema di responsabilità degli operatori e la protezione dei giocatori nel mercato digitale.
Con la chiusura positiva della procedura europea nel febbraio 2026, il governo spagnolo potrà ora procedere verso l’adozione definitiva del decreto.





