Un’indagine condotta in Francia evidenzia come il gioco in denaro sia in crescita tra i minori, Anj e Arpej chiedono di potenziare prevenzione e contrasto.
Entro il 2025 (l’indagine è stata condotta l’estate scorsa), più di 4 giovani su 10 saranno giocatori d’azzardo (42,6 percento, con un aumento di 7,8 punti percentuali rispetto allo studio del 2021.
Lo rivela la seconda indagine Enjeu-Mineurs, condotta in Francia dall’Association de Recherche et de Prévention des Excès du jeu (Arpaj) con il supporto dell’Autorité nationale des jeux (Anj) su 5.000 giovani di età compresa tra 15 e 17 anni per misurare, nonostante il divieto legale di vendita, la pratica del gioco d’azzardo tra i minorenni. L’indagine evidenzia il ruolo centrale della famiglia nel facilitare l’accesso ai giochi, nonché l’influenza dell’esposizione alla pubblicità. Questi risultati richiedono una maggiore vigilanza nella prevenzione e nella tutela dei minori.
Per Isabelle Falque-Pierrotin, presidente dell’Anj, “questo aumento del gioco d’azzardo tra i minorenni è preoccupante. Dimostra, ancora una volta, la normalizzazione del gioco d’azzardo, mentre il primo approccio dei giovani con questo prodotto dovrebbe essere ritardato, non incoraggiato. Come sappiamo, prima si inizia a giocare, maggiore è il rischio di dipendenza. Per cambiare questa situazione, è necessario un fermo impegno da parte di tutte le parti interessate, che richiede cambiamenti necessari: rafforzare i controlli sul divieto di vendita ai minori nei punti vendita fisici, limitare le abitudini di gioco dei giovani giocatori, eliminare gli account temporanei dei giocatori online e, infine, ridurre significativamente l’esposizione mediatica attraverso normative più severe in materia di pubblicità e sponsorizzazioni”.
Secondo Emmanuel Benoit, direttore di Arpej, “data la diffusa accessibilità al gioco d’azzardo per gli adolescenti, Enjeu-Mineurs 2025 sottolinea l’importanza di monitorare regolarmente le pratiche per adattare costantemente le politiche di prevenzione, in particolare per i giovani più vulnerabili. La prevenzione non può limitarsi ai messaggi trasmessi dai media: deve basarsi su strumenti concreti e comprovati per sviluppare capacità di pensiero critico e competenze psicosociali dei minori. I risultati dello studio confermano quindi l’importanza di potenziare lo strumento Opera, che Arpej distribuisce gratuitamente in tutto il Paese da tre anni. È inoltre necessario rafforzare la protezione dei minori e dei più vulnerabili attraverso normative pubblicitarie più severe sui social media e durante i grandi eventi sportivi. L’approccio preventivo deve coinvolgere anche i genitori”.
I DATI – Dall’indagine emerge l’aumento del gioco d’azzardo tra i minori, trainato da gratta e vinci e lotterie nei punti vendita fisici. Inoltre, entro il 2025, l’intensità delle pratiche di gioco aumenterà, sia in termini di frequenza che di spesa.
Ma l’indagine evidenzia anche l’influenza decisiva dei genitori sull’accesso dei minori al gioco d’azzardo. Si registra poi una elevata esposizione alla pubblicità nonostante un calo.
Foto di Anthony DELANOIX su Unsplash





