Consiglio di Stato annulla sanzione Agcom a Twitch: ‘Violato il contraddittorio nel procedimento’

I giudici respingono l’appello dell’Autorità: la sanzione per pubblicità del gioco d’azzardo è nulla perché la società ritenuta responsabile non era stata coinvolta nel procedimento.

Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello dell’Agcom e confermato l’annullamento della sanzione inflitta a Twitch Interactive Germany GmbH per presunta violazione del divieto di pubblicità del gioco d’azzardo previsto dal decreto Dignità. La sentenza, pubblicata il 18 febbraio 2026, rende definitiva la decisione già assunta dal Tar Lazio.

Il provvedimento sanzionatorio del 2023 riguardava la presenza sulla piattaforma di contenuti ritenuti idonei a promuovere scommesse online. Tuttavia, secondo i giudici amministrativi, il procedimento era stato avviato nei confronti di altre società del gruppo, mentre la sanzione era stata poi irrogata a Twitch Germany, che non aveva partecipato all’istruttoria né ricevuto la notifica dell’atto finale.

Secondo i giudici amministrativi, il procedimento sanzionatorio era stato avviato nei confronti di altre società del gruppo, mentre la sanzione era stata poi irrogata a Twitch Germany, società che non aveva partecipato all’istruttoria e alla quale non era stato notificato l’atto finale.

Agcom ha sostenuto in appello che il contraddittorio fosse stato comunque garantito attraverso la partecipazione dei legali della capogruppo e delle altre società coinvolte. Il Consiglio di Stato ha però respinto questa tesi, ribadendo che il gruppo societario non costituisce un unico soggetto giuridico e che ogni società mantiene una propria autonomia. Di conseguenza, la partecipazione di altre società non può sostituire il coinvolgimento diretto della società destinataria della sanzione.

Respinta anche l’accusa di comportamento contrario alla buona fede da parte di Twitch Germany. La società, non avendo preso parte al procedimento, non poteva essere gravata di obblighi di lealtà riferiti a condotte altrui.

Richiamando il principio secondo cui non è possibile infliggere una sanzione senza aver prima sentito l’accusato, il Consiglio di Stato ha confermato l’annullamento del provvedimento e condannato Agcom al pagamento delle spese di giudizio. La decisione rafforza il valore del contraddittorio come garanzia essenziale nei procedimenti sanzionatori amministrativi.