Il ministero dell’Agricoltura chiede al Comune di Roma di accelerare i tempi sull’Ippodromo di Capannelle.
Pressing su più fronti per risolvere al più presto le problematiche urgenti dell’Ippodromo di Capannelle. Dopo la mancata firma del contratto da parte della società abruzzese Marsicana Srl, che si era aggiudicata la concessione annuale messa a bando dal Comune di Roma ma che poi non ha firmato i documenti che avrebbero decretato l’aggiudicazione della gestione per il 2026, da parte degli uffici capitolini, è arrivata la successiva proposta di Roma Capitale al ministero dell’Agricoltura, che prevede che sia la partecipata Zètema a condurre sia l’impianto in sé che le gare. Ma ora, come fa sapere Il Tempo, è il ministero a chiedere al Campidoglio di confermare entro oggi 16 febbraio la possibilità di gestire l’ippodromo tramite Zètema, indicando date certe per la ripresa delle corse.
Lo ha fatto, riporta il quotidiano romano, attraverso una lettera, l’ultima di una serie in verità, inviata venerdì sera in Comune. Il via libera del ministero sarebbe condizionato, quindi, ai requisiti di Zètema, che sarebbero stati ritenuti in linea ma solo a fronte di garanzie puntuali e di un cronoprogramma dettagliato per la conclusione dei lavori di adeguamento e messa a norma dell’impianto.
In gioco c’è la gestione quotidiana, ma anche il calendario nazionale 2026, che per Roma prevede la ripresa ufficiale di trotto e galoppo dal 27 marzo.
Senza certezze operative, invece, il Ministero sarebbe costretto a dirottare le giornate su altri impianti, con ricadute economiche e occupazionali per il comparto romano.





