Scommesse Esports vs Sport Tradizionali: uno studio scientifico analizza le differenze tra i giocatori

Uno studio internazionale pubblicato su Comprehensive Psychiatry rivela differenze comportamentali tra chi scommette sugli esports e chi scommette sugli sport tradizionali.

Un recente articolo scientifico pubblicato su Comprehensive Psychiatry confronta per la prima volta, in modo diretto, i profili di scommettitori di esports e di scommettitori sportivi tradizionali, indagando aspetti demografici, psicologici e motivazionali alla base dei loro comportamenti di gioco.

Chi sono gli scommettitori di esports?
Gli scommettitori di esports non sono semplicemente la versione digitale dei tradizionali appassionati di betting sportivo. Secondo un recente studio pubblicato sulla rivista scientifica
Comprehensive Psychiatry, chi scommette su competizioni di videogiochi presenta caratteristiche demografiche e psicologiche significativamente diverse rispetto a chi punta su calcio, basket o tennis.

La ricerca mette a confronto i due gruppi analizzandone età, motivazioni, livelli di impulsività e presenza di eventuali problematiche legate al gioco d’azzardo. Il risultato è chiaro: gli scommettitori di esports rappresentano un segmento distinto e potenzialmente più vulnerabile.

Il primo dato che emerge riguarda l’età: gli scommettitori di esports sono mediamente più giovani rispetto a quelli tradizionali. Un elemento non secondario, perché la minore età si associa spesso a maggiore impulsività e minore percezione del rischio.

Ma non è solo una questione anagrafica. Lo studio evidenzia che chi scommette sugli esports mostra più frequentemente segnali compatibili con disturbo da gioco d’azzardo e, in diversi casi, anche sintomi riconducibili al cosiddetto “gaming disorder”, ovvero un rapporto problematico con i videogiochi stessi. La sovrapposizione tra passione per il gaming e attività di betting crea dunque un terreno potenzialmente più fragile.

Grafico 1 – Età Media

Figura 1. Confronto dell’età media tra scommettitori esports e tradizionali.

Fonte: Comprehensive Psychiatry (S0010440X26000064).

Motivazioni diverse rispetto allo sport tradizionale

Un altro elemento distintivo riguarda le motivazioni. Gli scommettitori di sport tradizionali risultano più orientati all’intrattenimento o all’interesse per la competizione sportiva. Al contrario, chi punta sugli esports appare più spesso motivato da: ricerca di guadagno economico, bisogno di evasione o regolazione emotiva (coping), dimensione sociale legata alle community digitali.

A questi fattori si aggiungono livelli mediamente più alti di stress, ansia, depressione e impulsività. Variabili che, secondo i ricercatori, aumentano la probabilità di sviluppare comportamenti problematici.

 

Un mercato in crescita che richiede attenzione

Il settore delle scommesse sugli esports è in rapida espansione (anche se non in Italia, al momento, al causa del freno delle restrizioni normative), trainato dalla crescita globale delle competizioni videoludiche e dalla loro forte penetrazione tra i più giovani. Proprio per questo, gli autori dello studio sottolineano la necessità di strategie di prevenzione e intervento mirate.

Considerare gli scommettitori di esports come un semplice sottogruppo del betting sportivo tradizionale rischia di sottovalutarne le specificità. Il loro profilo psicologico e comportamentale suggerisce invece la presenza di dinamiche autonome, che richiedono strumenti regolatori e clinici dedicati.

In un contesto in cui il confine tra intrattenimento digitale e gioco d’azzardo diventa sempre più sottile, comprendere queste differenze non è solo una questione accademica, ma un passaggio cruciale per tutelare una generazione cresciuta tra joystick e piattaforme di streaming.

Grafico 2 – Profilo di Rischio Comparativo

Figura 2. Rappresentazione comparativa dei principali indicatori di rischio psicologico tra scommettitori esports e tradizionali, basata sui risultati dello studio.

Fonte: Comprehensive Psychiatry (S0010440X26000064).