Convocato il consiglio comunale di Campione d’Italia che dovrà prendere atto della delibera della Corte dei conti sul dissesto: focus anche sul Casinò.
Come richiesto nella deliberazione della Corte dei conti – Sezione regionale di controllo per la Lombardia sulla procedura di dissesto esercizi finanziari 2018/2022 ed esercizi 2023/2024 del Comune di Campione d’Italia (CO) – articoli 245, comma 3, 250, comma 1, e 265, comma 2, del Tuel, la stessa arriva in consiglio comunale, convocato per il 19 febbraio prossimo, per la sua presa d’atto.
Nella delibera, già oggetto di precisazioni da parte dell’amministrazione comunale dopo le dichiarazioni dei consiglieri di Campione 2.0 Simone Verda e Gianluca Marchesini, la Corte dei conti prendeva atto che “il Comune di Campione d’Italia (Co) non ha ottemperato a quanto richiesto con l’ordinanza istruttoria n. 279/2025, di fornire una relazione dettagliata e completa di integrazione istruttoria per le criticità rilevate in sede di contraddittorio cartolare, nonostante la concessione di un ulteriore termine di riscontro, fissato con la successiva ordinanza n. 302/2025, con pregiudizio all’espletamento dell’attività di controllo” e disponeva (la delibera è del 3 dicembre 2025) “la trasmissione della presente deliberazione, a mezzo sistema Con.Te, al sindaco, nella sua qualità di legale rappresentante dell’Ente, a che informi il Consiglio comunale dei relativi contenuti; che la deliberazione di presa d’atto del Consiglio comunale sia assunta entro trenta giorni dal ricevimento della presente pronuncia e trasmessa a questa Sezione regionale di controllo entro i successivi trenta giorni; la trasmissione della presente pronuncia, a mezzo sistema Con.Te, all’Organo di revisione e all’Organo straordinario di liquidazione (Osl)del Comune di Campione d’Italia (Co); che la medesima pronuncia sia pubblicata sul sito istituzionale dell’Amministrazione (sezione “Amministrazione Trasparente”) ai sensi dell’art. 31 d.lgs. 33/2013″.
IL RUOLO DEL CASINO’ – Nella premessa alla delibera, la Corte dei conti si sofferma più volte sul Casinò e sul ruolo che ha svolto nella dichiarazione di dissesto da parte del Comune, evidenziando dunque che “con deliberazione n. 101 del 6 aprile 2018, questa Sezione di controllo rilevava l’esistenza, nella gestione finanziaria del Comune di Campione d’Italia, di rilevanti criticità di natura strutturale, tali da configurare uno stato di squilibrio finanziario. Le criticità risultavano riconducibili, tra l’altro, alla mancata riscossione dei crediti vantati nei confronti della partecipata Società Casinò di Campione Spa”.
Ancora, è l’excursus della Cdc, “a seguito della dichiarazione di dissesto e della cessazione dell’attività della Casa da gioco per effetto del fallimento (luglio 2018), l’Amministrazione non risultava in grado di predisporre un’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato per il triennio 2018/2020. Con sentenza del 3 dicembre 2020 la Corte di cassazione confermava la pronuncia della Corte d’appello di Milano dell’11 marzo 2019, dichiarandone la nullità rispetto alla precedente sentenza con la quale si dichiarava il fallimento della Società Casinò di Campione Spa, determinando l’ammissione della stessa alla procedura di concordato preventivo innanzi al Tribunale di Como”.
La Corte dei conti ricorda poi di avere avviato un’istruttoria sulla procedura di dissesto in corso, riferita agli esercizi finanziari 2018/2022, finalizzata ad acquisire diversi elementi informativi e documentali con il Comune, tra cui i “rapporti crediti/debiti con la partecipata Casinò di Campione Spa“.
I “chiarimenti acquisiti durante il contraddittorio cartolare” sono però risultati ancora insufficienti e la Cdc ha inviato un sollecito, anche in riferimento ai dati relativi ai rapporti crediti/debiti con la partecipata Casinò, cui il Comune ha per ben due volte risposto chiedendo una proroga dei tempi di consegna a causa della difficoltà a reperire le informazioni, il che ha portato all’attuale determina.
IL PUNTO SUL DISSESTO – In attesa del consiglio comunale, anche la Fiamma tricolore di Como, per voce del segretario organizzativo Carlo Russo, commenta la situazione determinata dal dissesto del 2018, sottolineando la necessità di “coerenza tra gestione delle risorse pubbliche e reale condizione economico-sociale del territorio”. L’enclave “sta ancora affrontando conseguenze profonde sul piano occupazionale e sociale”, come dimostra “la presenza attiva del Banco Alimentare”.
In tale contesto, “la struttura della spesa comunale – in particolare quella relativa al personale – deve essere oggetto di una valutazione attenta e trasparente. I dati disponibili indicano un costo complessivo superiore a 2,7 milioni di euro annui. È legittimo e doveroso interrogarsi sulla piena coerenza di tali cifre rispetto al percorso di risanamento finanziario, ai trasferimenti statali ricevuti e alla situazione di difficoltà che coinvolge una parte significativa della cittadinanza”.
La Fiamma Tricolore di Como ha formalmente richiesto alle autorità competenti “chiarimenti e verifiche nell’ambito delle rispettive attribuzioni. Riteniamo che trasparenza, responsabilità amministrativa e controllo rigoroso della spesa rappresentino condizioni indispensabili per ricostruire la fiducia tra istituzioni e cittadini. Campione d’Italia non ha bisogno di slogan elettorali, ma di una gestione improntata a equilibrio, equità e visione strategica”.
La Fiamma tricolore comasca commenta anche la delibera della Corte dei conti, osservando come sia “una valutazione tecnica e giuridica che richiama con forza il principio costituzionale del buon andamento e dell’equilibrio dei bilanci pubblici” e come debba “costituire il punto di partenza di una riflessione seria, soprattutto alla luce della campagna elettorale oggi in atto“. Il partito ritiene dunque che “ogni candidato, ogni lista, ogni schieramento deve assumersi la responsabilità di dire con chiarezza: quali strumenti concreti intende adottare per garantire stabilità strutturale ai conti comunali; quali garanzie di trasparenza e controllo preventivo saranno introdotte; quale modello di rapporto tra Comune e società partecipate si intenda costruire per evitare il ripetersi di errori già censurati dalla Corte”.





