Dal 4% all’esenzione fino al passo indietro, è caos in Estonia per la tassazione sul gioco online che aveva escluso addirittura alcuni verticali dal prelievo.
Un errore assolutamente da colmare e un passo indietro rispetto al provvedimento che aveva fatto tanto discutere il parlamento dell’Estonia.
Pare infatti che il parlamento estone si stia muovendo per correggere un errore di redazione che ha escluso per un breve periodo i casinò online dal sistema fiscale sul gioco d’azzardo del Paese.
Ma non solo questo sarebbe l’errore da colmare.
Le tasse tornano al 5,5%
Secondo un rapporto dell’ERR, i legislatori voteranno un emendamento al Gambling Tax Act che ripristina l’imposta del 5,5% sul gioco d’azzardo a distanza; la modifica dovrebbe entrare in vigore il 1° marzo 2026.
Sì, perché il governo estone aveva approvato in un primo momento un controverso disegno di legge che prevedeva la riduzione dell’aliquota fiscale sul gioco d’azzardo online, con l’obiettivo dichiarato di garantire un finanziamento stabile e a lungo termine per lo sport e la cultura.
In queste settimane il passo indietro. La modifica, introdotta dal deputato Tanel Tein, corregge la formulazione adottata alla fine dell’anno scorso, che esentava involontariamente le piattaforme online dalla tassazione. Chiarendo che sia i giochi d’azzardo che quelli di abilità rientrano nelle stesse regole, l’emendamento ristabilisce la parità di trattamento in tutto il settore.
I funzionari affermano che i dati di inizio marzo sono in linea con i cicli fiscali mensili e con i sistemi utilizzati dagli operatori e dall’Agenzia delle Entrate estone, garantendo una transizione graduale. La correzione ripristina anche una fonte fondamentale di finanziamento per lo sport e la cultura, che era stata interrotta quando l’obbligo fiscale è stato temporaneamente sospeso.
Un divario da colmare
La discrepanza legislativa, rivelata a gennaio, ha creato incertezza sia per gli operatori che per lo Stato. Il Ministero delle Finanze ha ammesso che, in assenza di un obbligo legale, i pagamenti non potevano essere considerati imposte, sollevando dubbi sulla possibilità per le aziende di continuare a versare contributi.
Gruppi del settore, tra cui Yolo Group e l’associazione degli operatori del gioco d’azzardo, si sono dichiarati disposti a continuare a versare contributi, ma i funzionari hanno sottolineato che i contributi volontari non possono sostituire un’imposta di legge. Il ministero ha valutato opzioni come donazioni o anticipi, ma non è stata trovata alcuna soluzione alternativa chiara.
La tassa sul gioco d’azzardo a distanza è significativa: si prevede che genererà circa 27 milioni di euro nel 2026, ovvero circa 2 milioni di euro al mese. Il deputato Tanel Tein ha riconosciuto l’errore e ha affermato che il disegno di legge correttivo è progettato per colmare rapidamente la lacuna. Come detto la nuova imposta entrerà in vigore dal primo marzo. La modifica garantisce che sia gli operatori sia gli enti regolatori possano procedere nell’ambito di un quadro chiaro.
La legge
A proporre la legge che verrà superata da queste nuove disposizioni normative era stato il ministro degli Affari esteri Margus Tsahkna (Eesti 200). L’ambizione era quella di arrivare a 30 milioni entro il 2028 da 22 milioni grazie a una progressiva riduzione dell’imposta sui casinò online, che sarebbe dovuta passare dal 6% al 4%. Tsahkna ha sottolineato come i proventi saranno interamente destinati a questi settori, allentando così la pressione dei negoziati annuali sul bilancio.
La norma era stata criticata da più parti, anche da membri del Governo. Tuttavia fu il primo ministro Kristen Michal (nella foto European Interest) a difendere la legge, paragonando la riforma alla storica abolizione dell’imposta sul reddito delle società, inizialmente molto contestata ma poi rivelatasi un successo per l’economia nazionale.
La storia di questo provvedimento, però, non sarà proprio la stessa.





