Controllore amministrativo, l’impegnativa ricerca del Casinò Sanremo

L’analista di gaming Mauro Natta esamina i requisiti previsti dal Casinò di Sanremo nel bando per la ricerca di un controllore amministrativo.

 

di Mauro Natta

Pensavo di aver visto tutto dopo tanti anni di lavoro, dal 1959 al 2000 e di pensione sino ad ieri, invece, non pare proprio dopo aver letto quanto di seguito ieri.

In una precedente occasione mi sono permesso di definire come “stravagante” il bando emanato dal Casinò di Sanremo volto alla ricerca di un direttore giochi.

Oggi forse definirei “bizzarro”, tanto per usare un sinonimo, il recente bando per la ricerca di un controllore amministrativo, figura che probabilmente si potrebbe assimilare a quella che, nella terminologia classica è meglio conosciuta come ispettore amministrativo”.

Di norma tale posizione si riferisce a quel personale che si occupa del buon funzionamento dei servizi dedicati alla clientela, comprese le pulizie, assiste al conteggio nella cosiddetta “sala conta” delle risultanze di biglietti e mance provenienti dai tavoli da gioco.

Pare tuttavia che in questa, per me, nuova versione le mansioni abbiano subito alcune piccole integrazioni, come è dato leggere sul sito aziendale, sinteticamente e in via non del tutto esaustiva, sono previste le seguenti attività:

Collaborare con i responsabili per la tutela del patrimonio aziendale;
Verificare la regolarità del gioco;
Verificare il rispetto dei regolamenti, delle norme e delle procedure vigenti incluse le disposizioni di legge contro il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo;
Vigilare sul comportamento dei giocatori;
Segnalare ai propri superiori le criticità gestionali riscontrate rispetto alle direttive aziendali impartite.
È previsto l’inquadramento nel 3° livello – ruolo amministrazione – del vigente contratto collettivo di lavoro per i dipendenti di Casinò di Sanremo Spa.

Nella realtà tali nuove funzioni mi sembrano sovrapporsi e mescolarsi ad altre analoghe e già esistenti, infatti, a processo compiuto, avremo, a mio parere, i seguenti “organismi”:

1) Un Servizio ispettivo comunale che risponderà all’Ente concedente;
2) Un Servizio ispettivo di gioco che dovrebbe rispondere alla direzione giochi;
3) Un Servizio di controllori amministrativi che risponderà, mi sembra, al responsabile della tutela del patrimonio aziendale,

o meglio tre Servizi che, a mio parere, svolgono funzioni pressoché assimilabili delle quali due interne.
Rimarrebbe da comprendere, inoltre, chi attualmente impartisce o impartirà in futuro le cosiddette direttive aziendali.

Con un battuta sui potrebbe ritenere che l’attivazione di questa nuova figura aziendale si ponga tra un, sempre possibile “eccesso di zelo” e i recenti fatti che potrei definire la “Sindrome di Saint Vincent”

Anche i requisiti particolari richiesti per la partecipazione alla selezione non mi sembrano niente male:
1) diploma di scuola secondaria di secondo grado conseguito con votazione minima di 42/60 o 70/100;
2) Conoscenza della lingua inglese e/o francese con livello pari o superiore a B1 secondo il Quadro Comune Europeo di riferimento per le lingue (Qcer).

In poche parole il candidato “idoneo” dovrebbe aver frequentato come minimo un Liceo Linguistico, anche se, a quanto mi risulta, per avere un livello B1 potrebbe essere necessario ottenere un punteggio leggermente superiore a quello minimo previsto dal bando.

Scusate ma non riesco a trattenermi: spero tanto che i nuovi assunti sappiano scegliere, tra le tre lingue fluentemente parlate quella più adatta per intendersi col direttore giochi.
Mi viene in mente, come diceva il grande Renato Rascel: Arrivederci, Goodbye, Au Revoir!

Per trovare qualcosa di più, a parere mio, eccentrico, tuttavia bisognerebbe risalire al 2018 allorquando in occasione della nomina del nuovo presidente di Federgioco, consigliere del Casinò della città dei fiori abbiamo potuto leggere che: “tra gli altri progetti del programma 2018, spiccano anche i temi dell’antiriciclaggio, perciò l’esplorazione delle possibilità di armonizzazione policy aziendali, dell’attivazione di una Commissione relazioni industriali, ovvero di un comitato tecnico che affiancherà quello ‘politico’, e, guardando alle nuove tecnologie delle criptovalute che aprirà Federgioco a una collaborazione con la sezione economica dell’Università Ca’ Foscari di Venezia per capire se questa nuova tipologia di pagamento potrà essere applicata anche ai nostri giochi”.

Sono stato per troppo tempo raccoglitore di notizie sulle Case da gioco ed è per questo che ho anche tanti ricordi, in maggiore quantità da quando nel 2001, sono andato in pensione.

Con l’avvento dell’intelligenza artificiale cosa dovremmo o potremmo aspettarci? “Faites vos jeux, messieurs”… no more bets”.

 

Foto di Ryoji Iwata su Unsplash