Riforma del gioco, Pedrizzi: ‘I ritardi rischiano di generare conseguenze serie’

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Con un articolo su Formiche.net Riccardo Pedrizzi fa il punto sul gioco pubblico.

 

L’incertezza delle norme e degli indirizzi politici, in tutti i settori della vita economica, è sempre un fattore recessivo per gli investimenti, per la crescita, per la ricchezza nazionale. Una verità che vale anche per il gioco pubblico legale, ha sottolineato Riccardo Pedrizzi su Formiche.net, ricordando come il comparto ludico in Italia muova cifre superiori ai 160 miliardi di euro, in termini di giocato, che corrispondono a una spesa effettiva dei giocatori di circa 22 miliardi di euro con ricadute molto importanti a livello occupazionale.

“Qui i ritardi politici e normativi che si stanno trascinando da anni, rischiano di generare conseguenze serie dal punto di vista sociale, economico e della sicurezza – spiega Pedrizi -. La situazione è in progress, certo, ma i segnali d’allarme ci sono già tutti. Mentre prende forma la roadmap per le nuove concessioni, i dati tecnici pongono seri interrogativi su contraddizioni e omissioni che minacciano l’intero comparto del gioco legale, rischiando di far collassare o desertificare il canale autorizzato che da sempre opera sotto stretto controllo dello Stato. Le anticipazioni/indiscrezioni sui contenuti del bando, atteso entro il 2026, delineano una situazione per certi aspetti paradossale. Le basi d’asta previste, 50 lotti da 25 milioni di euro ciascuno per le gaming machines, si scontrano infatti con incongruenze finanziarie ed economiche che emergono da un minimo di analisi delle attività e dei bilanci degli operatori nazionali”.

Pedrizzi torna poi sul problema politico e amministrativo che ha a che fare con le lacune di un quadro normativo coerente. “Oggi Regioni e Comuni dispongono di proprie regole, orari e distanze dai luoghi sensibili, per cui gli operatori difficilmente sono in grado di pianificare investimenti di lungo periodo su tutto il territorio nazionale. Urge perciò un’intesa chiara tra Stato, Regioni ed Enti Locali.

Sempre dal punto di vista delle scelte politiche, il governo starebbe valutando una riduzione delle macchine – awp a 200.000 unità e vlt a 46.000 – insieme a restrizioni più rigide su orari e distanze. L’assenza di una clausola di salvaguardia per le sale già attive e l’imposizione di vincoli ormai superati dalle evidenze scientifiche rischiano di produrre più danni che benefici. C’è il rischio, o la quasi certezza, che si penalizzino gli operatori legali senza incidere davvero sul disturbo da gioco d’azzardo, che trova invece sfogo nei circuiti clandestini. La ludopatia è una degenerazione patologica di disturbi che nulla hanno a che vedere con lo svago gestito con regole certe e criteri di trasparenza. Dietro l’angolo, dunque, ci potrebbero essere pesantissime conseguenze per tutti”.

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